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Philip K. Dick e “A Scanner Darkly” (2006) : Un cult tutt’ora attuale

A Scanner Darkly (2006)

“A Scanner Darkly” è un film di animazione sci-fi del 2006 diretto da Richard Linklater e basato sul romanzo di Philip K. Dick omonimo. Il film, ambientato in un futuro distopico, segue l’agente della polizia Bob Arctor che, sotto copertura, indaga su una droga chiamata Substance D che sta causando la distruzione della società.

Il film è stato acclamato dalla critica per la sua animazione rotoscopica unica e la sua rappresentazione intensa e disturbante della droga e della sorveglianza governativa. Anche se distribuito oltre 15 anni fa, la sua tematica di attualità e la sua critica sociale sono ancora rilevanti oggi.

L’uso di droghe sintetiche e il loro effetto sulla società sono un problema globale che continua a essere discusso e studiato. Inoltre, l’argomento della sorveglianza governativa e della privacy ha guadagnato ancora più importanza con l’avvento della tecnologia digitale e la crescente preoccupazione per la protezione dei dati personali.

A scanenr darkly Philip K. Dick
A scanner darkly

Inoltre, il film mette in discussione la natura della realtà e dell’identità, argomenti che sono stati esplorati in molte opere di science fiction, ma che sono ancora attuali nella società contemporanea.

A Scanner Darkly

II film è divenuto di grande importanza per le tematiche, la visione dell’autore e la fedelissima trasposizione cinematografica del libro originale. La tecnica di animazione immersiva e il modo crudo e disturbante di raccontare la vicenda dei protagonisti (interpretati dall’eccellente cast composto da Keanu Revees, Robert Downey Jr., Winona Ryder e Woody Harrelson) lo hanno reso un cult del genere oltre a renderlo un film degno di essere visto e rivisto.

Il filo conduttore con “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello

“A Scanner Darkly” e “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello sono entrambe opere che esplorano la natura dell’identità e la fluidità della realtà.

Nel film, l’agente Bob Arctor si trova a indagare su se stesso quando viene assegnato il compito di infiltrarsi nella propria personalità alterata dalla droga Substance D. Questo porterà il protagonista ad una inevitabile crisi d’identità con dubbi esistenziali e sulla vera natura della realtà e dell’io.

A scanner Darkly

In “Uno, nessuno e centomila”, Pirandello esplora la stessa tematica della fluidità dell’identità attraverso il personaggio di Vitangelo Moscarda che, dopo la morte del padre, inizia a mettere in discussione la propria identità e a rendersi conto che la percezione degli altri di lui è diversa dalla sua percezione di se stesso.

Entrambe le opere sottolineano l’importanza della percezione e della percezione degli altri nella costruzione dell’identità e mettono appunto come nel film in discussione la natura della realtà e dell’io.

“A Scanner Darkly” e “Uno, nessuno e centomila” condividono quindi una forte associazione nell’esplorazione della natura dell’identità e della realtà.

La forte critica alla società presente nell’opera di Dick

“A Scanner Darkly” di Philip K. Dick è una critica sociale che esplora la società distopica del futuro in cui l’individuo è costantemente sotto sorveglianza e controllo governativo. Il libro esamina la natura della realtà, l’identità e la libertà personale in una società dove la tecnologia e la droga hanno un impatto negativo sulla vita delle persone.

Il governo ha il controllo assoluto sulla vita delle persone attraverso la sorveglianza e la manipolazione della percezione e della realtà. La droga Substance D è un comodo mezzo per il governo di mantenere il controllo sulla popolazione, e la sua diffusione ha causato una crisi di identità e ha distrutto le relazioni interpersonali.

L’autore critica anche la società capitalista che incentiva l’avidità e la corsa al successo a discapito della felicità e della salute delle persone. La droga Substance D è vista come un prodotto di questa società che premia il successo a tutti i costi.

Philip K. Dick e la sua grande influenza nelle opere science fiction …

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Philip K. Dick è stato uno scrittore di fantascienza che ha esplorato molti temi legati alla scienza nei suoi romanzi e raccolte di racconti. La scienza ha giocato un ruolo importante nella sua opera, sia come sfondo per la trama che come tema centrale.

Dick ha scritto molte storie che si concentrano su questioni filosofiche e scientifiche, come l’identità, la realtà, l’intelligenza artificiale, la tecnologia, la sorveglianza governativa e la consapevolezza. Le sue opere hanno spesso esplorato la relazione tra l’uomo e la tecnologia, mettendo in discussione il potere e la responsabilità che l’uomo ha nei confronti delle sue creazioni.

Inoltre, Dick ha utilizzato le teorie scientifiche come la fisica quantistica e la teoria della relatività per creare universi immaginari in cui esplorare i temi filosofici e scientifici. Questo ha reso la sua opera unica e ha stabilito un legame tra la scienza e la sua narrativa.

Philip K. Dick grazie al suo estro, la sua visionaria immaginazione, le sue teorie sulla possibile esistenza di molteplici universi per ogni individuo e la sua narrativa ha influenzato molte opere di science fiction successive e continua a essere influente e rilevante oggi.

Easter egg

A differenza di quanto possa sembrare, ciò che ha reso speciale e magnetico il racconto della storia di Bob Arctor e la forte componente autobiografica di Dick. Infatti come si può leggere nel libro e nei titoli di coda del film, appare un gruppo di nomi a lui cari.

I nomi appartengono ad amici o persone conosciute da Dick e che, come lui, hanno dovuto fare i conti con la dipendenza lungo la loro esistenza. Tra i vari, è possibile leggere “Phil” che è l’autore stesso.

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THE LAST OF US (2023) – Un debutto eccezionale

Il 3 marzo 2020 Neil Druckmann, creatore del gioco originale annuncia la serie tv tratta dall’opera videoludica nonché punta di diamante di Sony al quale lavorerà come sceneggiatore.

La serie è stata prodotta da Craig Mazin, creatore della serie televisiva “Chernobyl” e da Sony Pictures Television in collaborazione con PlayStation Productions.

Cos’è The Last Of Us e perché tanta attenzione per la serie tv

The Last of Us è un gioco di avventura in terza persona sviluppato da Naughty Dog e pubblicato da Sony Computer Entertainment lanciato il 14 giugno 2013 per la PlayStation 3 e successivamente per la PlayStation 4.

Il gioco è divenuto un nuovo standard dei videogames grazie al suo successo commerciale e critico e diventando uno dei giochi più acclamati e premiati della generazione di console con numeri da capogiro come 17 milioni di copie in tutto il mondo , oltre 240 premi “Gioco dell’anno” , gioco più venduto su PlayStation 3 e PlayStation 4 nel 2013 e nel 2014.

Il suo sequel, The Last of Us Part II, uscito invece il 19 giugno 2020 ha venduto oltre 4 milioni di copie in tutto il mondo nel primo weekend di lancio.

The Last Of Us , il debutto eccezionale della serie HBO

Il debutto è stato da urlo con 4,7 milioni di telespettatori negli Stati Uniti nella prima notte di disponibilità rendendolo il secondo più grande debutto dal 2010 dietro a House of the Dragon.

L’episodio introduce i personaggi e la storia in maniera perfetta e fedele alle prime ore di gioco del primo capitolo.

L’incredibile realismo, riesce a fare addentrare da subito lo spettatore nel mondo devastante e crudo di The Last Of Us.

La regia e la produzione sono di alta qualità, creando un’atmosfera inquietante e intensa con una
fotografia ed colonna sonora bellissima ideata dallo stesso compositore argentino che ha lavorato alle musiche del gioco (Gustavo Santaolalla) con ottimi costumi e messa in scena.

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L’incredibile trasposizione e realismo degli infetti

Un altro elemento riuscitissimo in questo primo episodio è il realismo e la ferocità degli infetti. In basso una scena dei primi minuti dello show.

Il cast e le prime impressioni sulle interpretazioni

Sin dai primi rumors sulle scelte di casting per questa attesissima serie, sono state numerose le critiche dei fan che preferivano altri volti per i propri beniamini.

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Siamo sinceri, per chi ha giocato a The Last Of Us è impossibile non far fatica almeno nei primi minuti a guardare Joel e Ellie senza pensare ai volti della controparte videoludica.

Eppure un Pedro Pascal in grandissima forma riesce subito ad entrare completamente nel personaggio riuscendo non solo a sovrapporsi benissimo al volto originale ma anche senza dubbio ad essere la stella di questo primo scorcio di serie con un’interpretazione perfetta.

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Anche Bella Ramsey nonostante un minutaggio inferiore al suo co-protagonista riesce ad imprimere su schermo il carattere ribelle e cazzuto di Ellie, mostrando ancora una volta la sua eccellente qualità recitativa.

In linea generale tutto il cast mostra i muscoli , per un’ottima resa attoriale e per un episodio pilota che promette davvero bene per il proseguo della serie.

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Un grande inizio che promette davvero bene …

Un grande inizio senza dubbi, grazie ad un lavoro perfetto: La cura per i dettagli, le ambientazioni, i richiami al gioco ( come ad esempio l’accovacciarsi per aprire lo zaino ) , le inquadrature sporche, a mano per calcare il realismo e i tanti elementi che vanno a costruire un mondo fedele al gioco ma allo stesso tempo potenzialmente reale.

Insomma sebbene abbiamo già visto una trasposizione videoludica con la buona serie di Halo (qui la recensione) che però non ha convinto pienamente, le impressioni avute al debutto di TLOU la candidano sicuramente a possibile serie dell’anno.

Ricordiamo infine che il primo episodio in italiano uscirà il 23 gennaio dove troveremo di nuovo la voce di Lorenzo Scattorin nei panni di Joel e per chi non l’avesse ancora visto può guardare qui in basso il trailer ufficiale.