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THE BATMAN 2022

Quando nel 2012 si concluse la trilogia del Batman di Nolan, mai nessuno avrebbe osato immaginare che qualcuno avrebbe potuto avere il coraggio di riproporre il cavaliere oscuro sul grande schermo. Oggi siamo lieti di parlavi del nuovo adattamento: The Batman.

Come è nato “The Batman”

Dopo che nel febbraio 2017 Ben Affleck rinuncia al ruolo di Batman, Matt Reeves viene incaricato come regista e sceneggiatore il mese successivo, sconvolgendo completamente la storia prevista,proponendo un Batman più giovane. Pochi mesi Warner Bros annuncia Robert Pattinson per l’interpretazione di una nuova versione del personaggio, completamente slegato da qualsiasi vista prima. A completare il cast poi , Zoe Kravitz , Colin Farrell , Paul Dano , Jeffrey Wright , John Turturro e Andy Serkis sono rispettivamente Catwoman,Pinguino, L’Enigmista, Gordon, Carmine Falcone e Alfred.

il cast di The Batman
Partendo da in alto a dx Falcone,Bruce Wayne,Gordon,Pinguino,Enigmista,Catwoman e Alfred Pennyworth

La trama

Nella notte di Halloween, il sindaco di Gotham City Don Mitchell Jr. viene brutalmente assassinato da un serial killer soprannominato l’Enigmista. Batman affianca il tenente James Gordon,  il quale scopre che l’assassino ha lasciato un messaggio proprio per il vigilante mascherato. Il nostro eroe oltre all’arduo compito di fermare il folle criminale, dovrà farsi largo tra i dissensi del dipartimento.

Come anticipato nel nostro articolo precedente (clicca qui per leggere), la storia è ambientato su Terra2 , e racconta il secondo anno di Bruce Wayne nei panni del crociato incappucciato attingendo pienamente dal mondo dei fumetti.

Enigmista in una scena del film

Se non hai ancora visto il film, guarda il trailer in basso

Una città spezzata per un uomo spezzato

The Batman non è solo un film di supereroi. Non è il Batman che abbiamo sempre visto e forse per molti non il Batman che si aspettavano/volevano. In questa nuova versione, Reeves mostra tutte le debolezze del supereroe uomo. Bruce Wayne non è (almeno non ancora) il playboy filantropo che tutti conosciamo. Egli è un uomo alienato, tormentato, che non ha più fiducia nel prossimo. Nemmeno nel suo amico paterno Alfred, che come dice il protagonista stesso , non è suo padre. Bruce è un uomo spezzato, spezzato come la città che cerca di salvare mentre cerca di salvare anche se stesso. Come Clark Kent è la maschera di Superman, Bruce Wayne altro non è che la maschera di Batman. Perché la chiave di volta della storia è proprio in questo passo.

Robert Pattinson è Bruce Wayne

Sebbene il Batman al suo secondo anno sia un eccellente detective (perché si, finalmente vediamo la sua principale caratteristica) e abile combattente, è allo stesso tempo un supereroe ancora insicuro oltre che un uomo accecato dal dolore che usa la vendetta e la paura come sue armi.

Robert Pattinson mette in scena il cavaliere oscuro più vero che si sia mai visto, in una Gotham putrida,cupa, gotica ma futuristica che fa da sfondo per una fotografia eccellente, immersiva e spettacolare.

Una fotografia spettacolare fa da sfondo a The Batman

La perfetta gestione del cast

Lo ammettiamo. Quando abbiamo saputo della contemporanea presenza di Catwoman,Nigma,Falcone e Pinguino, abbiamo temuto il rischio minestrone. E invece, anche qui il regista de Il pianeta delle scimmie, ha dimostrato non solo di saperci fare, ma anche di sapere cosa stava facendo. Ogni personaggio ha il giusto minutaggio e le giuste scene, che permettono allo spettatore di centrare l’importanza e la rilevanza dei personaggi nella storia. A nostro avviso il cast si è rivelato davvero preparato e perfettamente collaudato regalando una performance accattivante, degna dei personaggi iconici che hanno rappresentato.

L’Enigmista

Matt Reeves Says The Batman Is the Dark Knights Scariest - THE BATMAN 2022 2

La scelta delle atmosfere noir e del poliziesco collocano il personaggio interpretato da Paul Dano nella schiera dei villain e serial killer del cinema più crudi e sofisticati di sempre. Un mix tra il serial killer Zodiac di David Fincher e il terrorista Unabomber, che mette a dura prova le capacità di Batman. Un’interpretazione grandiosa che convince e da ulteriore conferma della bravura ed ecletticità di Dano.

Falcone e Pinguino

Ad affiancare il serial killer un bellissimo Carmine Falcone degno dei gangster movie e di un inaspettato e irriconoscibile Colin Farrell nei panni di Pinguino. Quest’ultimo costituisce la miglior controparte del personaggio mai portata al cinema (non ce ne voglia Danny DeVito), che con l’aspetto che ricorda perfettamente quello dei fumetti e della trilogia di giochi di Rocksteady, è per noi la piacevolissima scoperta del film. Personaggio che ricordiamo, vedremo in uno spin-off a lui dedicato.

Pinguino

Catwoman

Per molti anni l’icona della gatta ladra è stata associata alla bellissima Michelle Pfeiffer, interprete di Catwoman nel Batman di Tim Burton. Eppure quando abbiamo visto Zoe Kravitz, abbiamo pensato che non esistono altre catwoman che tengano (non ce ne voglia questa volta Anne Hathaway). Come in Batman: Hush”, la sinuosa e ambigua Cats si mostra fedele partner sia sul campo di battaglia sia in amore. Il duo Pattinson/Kravitz funziona alla grande dando finalmente giustizia alla love story dei fumetti.

Gordon

Finalmente vediamo un Gordon sicuro, determinato e spalla perfetta di Batman. Tra gli scetticismi generali anche Jeffrey Wright ( Westworld ) , si rivela perfetto nel ruolo del tenente Gordon, che compromette la sua posizione pur di scovare il marciume che devasta i poteri della città, includendo il cavaliere oscuro nelle indagini.

Colonna Sonora

La stupenda versione della batmobile
La batmobile

Se da enormi poteri derivano grandi responsabilità, da un enorme regia derivano grandi musiche. La regia di Reeves originale e narrativamente perfetta è accompagnata in tutto il film dalla colonna sonora cupa di Micheal Giacchino. Il compositore italo-statunitense sceglie un tono in sintonia con il personaggio sottolineando lo stato cupo e degradante che attornia l’eroe. Tra le tante musiche che fanno da sottofondo, abbiamo amato profondamente l’arrangiamento di Something In The Way dei Nirvana che mai abbiamo sentito così bene in un film.

Commento finale

Non vogliamo fare paragoni, perché non si possono fare , ne ce n’è bisogno, ma sicuramente questo The Batman è un grande Batman. Ogni scelta del regista è giusta, partendo dai criticatissimi 175 min, che a nostro avviso non pesano, non sono diluiti ma anzi distribuiscono in maniera giusta tutto il racconto. I dialoghi sono sempre fedeli ai personaggi e i combattimenti sono di sicuro i migliori mai visti sul pipistrello, che attingono pienamente dai combattimenti della saga di videogiochi Arkham e che fanno sentire ogni colpo.

“Il miglior adattamento cinematografico del fumetto di Batman?” SI.

“Il miglior film su un supereroe in chiave realistica?” Sicuramente tra i primi.

Insomma The Batman è goduria per i fan del genere ed è una possibile piacevole scoperta per chi ci si avvicina per la prima volta. Se queste sono le premesse, guardiamo al futuro della trilogia con grande fiducia ed entusiasmo. E se per Batman la parola è “Giustizia”, per noi è PROMOSSO.

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Verde Fluo e Viola Amichevole Professionale App di Messaggistica Comunicazione Interna Sito Web 1 - CIAK SI GIOCA! 6
CIAK SI GIOCA!

Oggi grandi novità: Ciak Si Recensiona si espande! Nel novembre del 2020 abbiamo dato luce a “Ciak Si Recensiona!”, un modo per parlare della passione per il cinema e tutto ciò che lo circonda. Dopo un po’ di esperienza e di tante belle recensioni (speriamo), abbiamo deciso di dare il via ad una nuova sezione del nostro piccolo mondo: CIAK SI GIOCA!

Perché Ciak Si Gioca …

Nel 1998 avevo vedo per la prima volta una console a tutto tondo (avevo poco più di 5 anni … ) e inutile dire , fu amore a prima vista. Da lì una vita intera accompagnata da incredibili avventure videoludiche. Con il passare degli anni i videogiochi sono sempre più realistici e vicini alle produzioni cinematografiche. Basta pensare agli ultimi capolavori come The Last of Us, Ghost of Tsushima,God of War, Man of Medan(primo di una serie antologica) ,Death Stranding o titoli definiti film interattivi dove figurano veri attori come Quantum Break(che fu innovativo con veri episodi che legavano i vari capitoli del gioco) o più recenti come ad esempio Martha is Dead, piccola perla interamente ideata e sviluppata dalla software house fiorentina LKA.

Proprio per questo, quale miglior modo di unire la passione per il cinema e i videogames?

Ciak Si Gioca!

Nasce quindi CIAK SI GIOCA!

Questa sezione conterrà curiosità, notizie, approfondimenti, sensazioni sui gameplay e ovviamente le recensioni sui giochi da noi provati!

Perché CIAK SI GIOCA?

La scelta del termine “CIAK” deriva dal nostro nome principale ovvero Ciak Si Recensiona. Mentre il termine ciak è l’espressione onomatopeica che descrive il caratteristico rumore di schiocco secco (detto appunto “ciak”) , dell’attrezzo tipico (che ritrovate anche nel nostro logo) sul quale ci sono le informazioni di scena; il termine “CIAK” è invece il termine onomatopeico che descrive nei fumetti la pressione di un bottone. Parlando di videogames, abbiamo quindi scelto questo termine per ricordare la pressione che facciamo freneticamente sui nostri amati Joystick!

Le novità non finiscono mica qui!

Con l’incredibile crescita della piattaforma twitch.tv stiamo valutando l’idea di mettere su qualche gameplay live, per permettere a chi lo desidera di conoscere nuovi giochi e/o seguirci nelle nuove avventure! (seguiranno aggiornamenti)

E allora ?

E allora noi non vediamo l’ora di raccontarvi le nostre impressioni e voi, vi piace questa nuova sezione? Diteci la vostra nei commenti! Nel frattempo … CIAK SI GIOCA!

Ciak Si Recensiona e Ciack Si Gioca
La recensione 1280 × 640 - WELCOME TO RACCOON CITY: RITORNO AGLI ANNI '90 7
WELCOME TO RACCOON CITY: RITORNO AGLI ANNI ’90

Lo abbiamo amato, osannato, ci ha fatto divertire con gli amici, ci ha fatto davvero prendere grossi spaventi. Resident Evil, è probabilmente il gioco horror più famoso di sempre sviluppato e prodotto dalla software house giapponese Capcom. Oggi parliamo del reboot del suo adattamento cinematografico: Resident Evil: Welcome to Raccoon City.

Scritto e diretto da Johannes Roberts ed uscito nelle sale italiane il 25 novembre 2021, la pellicola è a tutti gli effetti un reboot e adattamento cinematografico della saga videoludica che di fatto unisce le trame di Resident Evil (1996) e Resident Evil 2 (1998). Dopo Resident Evil Infinite Darkness (ne parliamo qui) , serie animata prodotta da Netflix, ancora una volta quindi il cinema attinge dalla saga.

La S.T.A.R.S. nei nuovi poster di Resident Evil: Welcome to Raccoon City •  Universal Movies
Welcome to Raccoon City

Incipit

Il film vede, racconta le vicende dei primi due capitoli della saga videoludica, con protagonisti i celebri fratelli Redfield, Jill Valentine, Albert Wesker e Leon S. Kennedy. Jill, Albert e Chris Redfield fanno parte del team S.T.A.R.S., specializzato in missioni di soccorso che si ritrova nell’epicentro dello scoppio epidemico causato dalla Umbrella Corporation. Claire, torna a Raccoon City per trovare il fratello Chris e s’imbatte in una città fantasma. Farà presto la conoscenza di Leon al suo sfortunato primo giorno da poliziotto del dipartimento di Raccoon.

Cast

A differenza dei film precedenti,il cast è composto da attori semisconosciuti e in particolare da Kaya Scodelario (Claire), Hannah John-Kamen (Jill), Robbie Amell (Chris), Tom Hopper (Albert), Avan Jogia (Leon), Donal Logue(Brian Irons), Neal McDonough(William Birkin) e Lily Gao(Ada Wong).

Resident Evil: Welcome To Raccoon City
Da dx Tom Hopper,Kaya Scodelario,Avan Jogia,Hannah John-Kamen e Robbie Amell

Finalmente Raccoon city …

Le ambientazioni sono fedelissime a quelle del gioco. Raccoon city non è mai stata così cupa e spaventosa. Una città fantasma e che ritrae la stazione di polizia come tutti i fan hanno sempre sognato. Le luci e le ombre funzionano bene senza dare quella sensazione di claustrofobia da schermo che spesso ci colpisce non facendosi godere a pieno le scene al buio. La fotografia è forse insieme alle location il punto più forte della pellicola, riuscendo a far immergere lo spettatore nel mondo del videogioco come c’era solo riuscito parzialmente il primo titolo della saga con protagonista Milla Jovovich.

Resident Evil: Welcome to Raccoon City, un video del film mostra  particolari identici al gioco
fonte: SkyTg24

Personaggi, scelte coraggiose ma proprio non ci siamo …

La scelta del cast funziona parzialmente, quella sulla caratterizzazione dei personaggi per niente. Il problema più grande di questa produzione passa proprio da questo punto. Se Chris e Claire funzionano e molto bene oltre ad avere una discreta somiglianza con la versione videoludica, non possiamo dire lo stesso per gli altri. Su tutti le delusioni più grandi sono Jill Valentine e Leon che paradossalmente sono tra i personaggi della saga più amati di sempre.

Resident Evil: Welcome to Raccoon City, la recensione - Movieplayer.it
Chis e Claire

Oltre a non assomigliare fisicamente ai due personaggi, la cosa più snervante è vedere un Leon goffo,insicuro e incapace di prendere in mano la situazione (come invece siamo abituati a vedere). Forse la scelta è dovuta a voler mostrare un Leon alle prime armi e magari inserire qualche gag per intrattenere il pubblico, ma tutto ciò non funziona. Chi conosce il gioco di Capcom sa bene quanto Leon sia fondamentale nella storia e quanto sia cazzuto e sicuro di ogni azione che compie.

Resident Evil: Welcome To Raccoon City avrebbe dovuto concentrarsi sul Leon  di Avan Jogia - Jugo Mobile Novità sui giochi per cellulari | Tutti gli  ultimi giochi IOS/Android
Leon

Questo purtroppo rappresenta una montagna insormontabile che compromette tutto ciò che di buono c’è nel film.

Infatti le quasi due ore scivolano abbastanza agevolmente riuscendo a regalare al pubblico un buon b-movie dal sapore anni 90. Le musiche scelte, i costumi, i dialoghi sono ottimi e regalano piacevoli ricordi ai più nostalgici, strappando anche qualche sorriso con scene originali e divertenti.

Una scena del film davvero divertente e originale

Commento finale

Welcome to Raccoon City rappresenta tutto sommato un buon film d’intrattenimento , ma ben lontano dalle speranze che nutrivamo quando uscirono i primi teaser. Se si vuole costruire da zero un caposaldo del mondo dei videogame improntando il film sulla fedeltà del franchise beh allora siamo proprio fuoristrada.

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Progetto senza titolo - THE BATMAN : 5 fumetti da cui trae spunto 9
THE BATMAN : 5 fumetti da cui trae spunto
Trailer di The Batman, film con Robert Pattinson diretto da Matt Reeves

“The Batman” come ormai ben noto, è il reboot diretto da Matt Reeves con protagonista un’inedito Robert Pattinson nei panni di Bruce Wayne/Batman. La pellicola che è ambientata su Terra-2, e di conseguenza non collegata con gli eventi dei film del DC Extended, ha preso spunto da cinque fumetti in particolare che vi elenchiamo di seguito.

The Batman attinge da “Terra Uno”

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Il fumetto presenta un Batman giovane,imperfetto e alle origini. Pinguino è rappresentato in maniera più vicina alla realtà a differenza del Pinguino di Tim Burton. Batman in Terra Uno ha un fisico meno muscoloso come lo stesso Robert Pattinson.

The Batman attinge da Anno Uno e Anno Due

The Batman anno uno

Tra le storyline più famose, una storia noir e che evidenzia le capacità di detective brutale volute dai creatori Bill Finger e Bob Kane.

The Batman anno due

Collocato nel suo secondo anno di ‘attività’ a Gotham, il film usa un approccio che ci ricorda la celebre produzione Rocksteady “Batman: Arkham Origins” e del fumetto Anno Due di Frank Miller. Batman ancora giovane, supera i suoi limiti fino a far uso di una pistola nella lotta contro il Mietitore.

Batman Il Lungo Halloween

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Fumetto diventato ancor più famoso con l’adattamento animato uscito in 2 capitoli l’anno scorso,vede un’indagine su un misterioso killer che uccide solo durante le festività. Tra i personaggi figurano anche Catwoman e Carmine Falcone. Esso è anche il fumetto che narra le origini di Due Facce.

Batman: Ego

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Canonica storia del vigilante, questo fumetto si concentra sulla psicologia di Bruce Wayne mentre affronta il trauma di essere il Cavaliere Oscuro. Non a caso, è uno dei fumetti scelti da Matt Reeves per lasciarsi ispirare durante la realizzazione di The Batman, dove l’eroe è messo a dura prova da Nigma.

Cosa ci aspettiamo

Siamo davvero vicini all’uscita del film al cinema, che ricordo è il prossimo 3 marzo. Voi cosa vi aspettate da questo reboot? In ansia? Vi intriga ?

Abbiamo fatto qualche tempo fa un articolo dove parlavamo dei possibili scenari. Vi lasciamo in link per ingannare l’attesa!

https://www.ciaksirecensiona.it/the-batman-2022-cosa-aspettarci-dopo-la-visione-del-trailer/
Locke Key Netflix Teaser Poster - LOCKE & KEY : LA RECENSIONE (St. 2) 13
LOCKE & KEY : LA RECENSIONE (St. 2)

Locke & Key è una serie televisiva statunitense, creata da Joe Hill e basata sull’omonima serie di comic book di Hill. La serie ha debuttato su Netflix il 7 febbraio 2020.

LOCKE & KEY
La copertina della nuova edizione del comic
Joe Hill - LOCKE & KEY
Joe Hill

Per chi non lo sapesse Joe Hill è il nome d’arte di Joseph Hillström King, o meglio il figlio di Stephen King. Basterebbe già soltanto questo per convincere gran parte degli amanti e conoscitori dei racconti horror e fantastici a guardare questa serie.

Dopo un’iniziale interessamento nel 2010 da parte di Fox e di Hulu nel 2017 per la realizzazine della serie, nel 2018 Netflix rompe le righe ordinandone la realizzazione per l’intera saga fumettistica.

Di cosa parla Locke & Key (trama e cast)

La storia di questa serie fantasy ruota attorno alla vita di tre fratelli, che dopo il macabro assassinio del padre, si trasferiscono nella sua casa di famiglia in Massachusetts, nella quale scoprono chiavi magiche che danno loro una vasta gamma di poteri e abilità. Quello che non sanno, però, è che anche un demone vuole le chiavi e non si fermerà davanti a nulla pur di ottenerle.

LOCKE & KEY casa
Villa Locke

A comporre il cast principale vi sono Connor Jessup, Emilia Jones, Jackson Robert Scott nei rispettivi panni dei tre fratelli Tyler,Kinsey e Bode Locke, mentre Darby Stanchfield nei panni della madre Nina Locke. A completare il cast ci sono Laysla De Oliveira(Dodge),Griffin Gluck(Gabe),Hallea Jones(Eden Hawkins),Aaron Ashmore(Duncan Locke),Brendan Hines(Josh Bennett dalla stagione 2) e Petrice Jones(Scot Cavendish).

La serie con la prima stagione ha guadagnato subito il consenso del pubblico. Su Rotten Tomatoes la prima stagione della serie ha ottenuto un punteggio di approvazione del 66% basato su 61 recensioni, con un punteggio medio di 6.58/10.

Locke & Key : Ambientazioni,effetti e fotografia …

Le ambientazioni sono abbastanza fedeli al fumetto. Villa Locke è praticamente identica, e i grandi spazi e la piccola cittadina di Lunenburg (piccola cittadina della Nuova Scozia,Canada) è lo sfondo perfetto per raccontarne le avventure.

LOCKE & KEY_Casa
LOCKE & KEY Dodge fumetto
Dodge nel fumetto
LOCKE & KEY Dodge Attrice
Dodge nella serie
LOCKE & KEY Bode
Bode

La caratteristica interessante della serie è certamente l’atmosfera a sfondo thriller/horror(ma senza esagerare) che avvolge le dinamiche della storia. Inoltre i temi quali la famiglia, amicizia, amore, lealtà e la metafora della crescita e maturazione dei ragazzi sono trattati in maniera intelligente rendendo la serie fruibile a tutte le persone indipendentemente dall’età.

I colori sono sempre al punto giusto, nel vestiario dei personaggi, nel colore delle case, il contrasto tra la neve con i giubbotti indossati dai protagonisti, il bagliore blu della magia , (e tanto altro) sono un vero piacere per gli occhi accompagnato da una interessante e ben congeniata fotografia che è la ciliegina sulla torta, merito soprattutto di un grande lavoro di luci e ombre del cast tecnico.

Che dire … Un impanto visivo davvero fantastico!

I sentimenti, gli affetti, i ricordi , la crescita e conoscenza personale

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Locke&Key non è solo magia e avventura fantasy, ma soprattutto una storia intensa dove è sempre percepibile il sentimento che pervade ogni personaggio.

I ricordi assumono un significato così importante da essere tangibili, in una storia che ci da una rappresentazione di essi davvero originale ed emozionante.

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AND THE AWARD OF BEST CHARACTER OF THIS SHOW GO TO …

The Best Character - LOCKE & KEY : LA RECENSIONE (St. 2) 24

La scelta delle musiche …

Una vera chicca è la scelta delle musiche. Dal motivetto della sigla , alle musiche che accompagnano la suspense, sino alle grandi hit del mondo pop della musica. Locke & Key tra uno spavento, un’emozione e una risata ci fa anche … Ballare!

Un comparto sonoro davvero accattivante e accurato che rende ogni immagine, sequenza e avvenimento avvincente.

Ecco una playlist che raccoglie tutte le musiche delle prime 2 stagioni.

Vi invitiamo inoltre a seguirci per tanti altri articoli e recensioni in particolare seguiranno articoli di curiosita e analisi con spoiler della serie. - LOCKE & KEY : LA RECENSIONE (St. 2) 25
1 - LOCKE & KEY : LA RECENSIONE (St. 2) 26
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IL LEGAME (2020) : CIO’ CHE NON TI UCCIDE, TI LEGA

Il legame è un film del 2020 diretto da Domenico de Feudis.

Il film reppresenta l’esordio per il regista, con protagonista Mía Maestro e Riccardo Scamarcio, prodotto da Indigo Film e Ht Film e distribuito sulla piattaforma Netflix. Esso è liberamente ispirato al saggio di antropologia Sud e magia di Ernesto de Martino.

Ernesto De Martino

De Martino  nel 1959, analizza alcune zone del sud Italia tra cui BasilicataCampania e Calabria per capire quanto la magia sia radicata nella cultura popolare. In particolare nella pellicola viene trattato il fenomeno della fascinazione.

Fascinazione

Con fascinazione si intende una condizione psichica di impedimento e inibizione dovuta ad un senso di dominazione da parte di un’altra entità, con cui si perde autonomia. Essa necessita di una vittima e di un agente fascinatore. Se esso è umano si parla di malocchio, cioè un’influenza maligna causata da uno sguardo invidioso da parte di un’altra persona.

Sud e magia di Ernesto de Martino

Cos’è la fascinazione

Nel suo libro de Martino ci parla del fascino (o fascinazione o malocchio o fattura), una condizione che implica un agente (una persona fisica o uno spirito maligno) e una vittima.

Come avviene la fascinazione

La fascinazione può dunque avvenire anche involontariamente e spesso solo attraverso lo sguardo: in molte formule contro la fattura si ricorda proprio l’elemento dell’occhio malevolo (basta pensare alla filastrocca napoletana “Uocchij, maluocchij, prezzemolo e finocchio, aglie, fravaglie, a fattura ca nun quaglia” o a quella più famosa detta da Lino Banfi ne ‘L’allenatore nel pallone”).

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Ernesto de Martino (1908 – 1965)

Fascinazione come allucinazione

L’autore nel suo saggio parla della fascinazione anche come forma di allucinazione e di possessione descrivendo casi di legature notturne: persone svegliatesi con lividi o legate al letto o che avrebbero sperimentato di notte uno stato di paralisi cosciente durante vessazioni fisiche di spiriti. Probabilmente secondo lo studio, la credenza diffusa di questo evento è dovuta al voler motivare lo stato emotivo-cognitivo di un individuo che in situazioni estreme quali gravi malattie,fame,situazioni di grave difficoltà o la morte durante il quale la persona era come assente e/o estranea alla realtà o non completamente cosciente e padrone delle sue scelte. Cefalalgia, sonnolenza, spossatezza, rilassamento, ipocondria spesso accompagnano la fascinazione: ma l’esperienza di una forza innominabile e funesta resta il tratto caratteristico.

Riassumendo …

Detto ciò possiamo quindi dire che la credenza nella fascinazione si basa su due fondamenti.

  1. l’esistenza di forze oscure (naturali e sovrannaturali) che sovrastano l’esperienza umana e possono incidere negativamente su di essa;
  2. la possibilità che persone possano agire a danno di altri esseri umani.

Per questo in chi crede vi è la necessità di attribuire a qualcuno (colui che è magico) il potere di contrastare quelle forze e le cattive intenzioni di chi ne fa uso. In tal senso vi è l’operatore, che viene identificato dalla comunità come dotato di poteri magici, il trattamento che egli riserva può conseguire degli effetti positivi e a volte risolutivi.

Il legame - Giulia Patrignani
Giulia Patrignani in una scena del film

Un horror completamente italiano …

Il legame è interamente girato in Puglia, in particolare tra Selva di Fasano e Monopoli. Tra gli attori protagonisti vediamo Riccardo Scamarcio nei panni di Francesco, che per la prima volta porta la sua compagna Emma e Sofia(figlia di lei) a conoscere sua madre Teresa che vive in un’antica villa immersa tra gli ulivi, nel sud Italia.

Regia

Il ritmo della storia è ben calibrato, riuscendo a tenere alta l’attenzione lo spettatore oltre che la suspense. I personaggi sono ben coadiuvati, grazie anche alle buone scelte del regista per l’esposizione dei fatti.

De Feudis, riesce a creare un’atmosfera perfetta sfruttando a pieno le ambientazioni suggestive del paesaggio pugliese. Le campagne e gli alberi di ulivo, la casa dai soffitti alti, le porte scricchiolanti, i lunghi corridoi notturni e l’oscurità delle grotte, sono la giusta cornice per la storia che il regista vuole raccontarci.

Il legame - Bosco

Il legame : Una sceneggiatura “donna”

La sceneggiatura (curata dallo stesso regista), pone al centro di tutto la compagine femminile. Le donne sono coloro che muovono le fila della storia. Emma e sua suocera Teresa rappresentano due epoche lontane tra loro. Emma rappresenta ciò che è il mondo d’oggi e Teresa rappresenta ciò che sappiamo che è stato, e ciò che in segreto ancora esiste: il folklore.

Il legame - Mariella Lo Sardo
Mariella Lo Sardo è Teresa
Il legame - scena del pranzo
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De Feudis rilancia l’horror italiano

Chiunque abbia visto qualche film horror, sa che in Italia non ha mai funzionato. Era dai tempi di Profondo Rosso e Suspiria che in Italia non guardavamo un film horror degno di nota.

Che sia chiaro, Il Legame non è neppur lontanamente paragonabile ai capolavori di Dario Argento, ma regala grandi speranze per il futuro, con una sorprendente performance di Giulia Patrignani (ragazzina all’esordio) e di Riccardo Scamarcio, che riesce a far dimenticare al pubblico il bad man tormentato e desiderato dalle donne a cui siamo abituati.

Da premiare è sicuramente la scelta di portare sullo schermo un tema affascinante (e non usiamo questa parola a caso) come i riti popolari. Purtroppo però dopo un’ottima introduzione della storia e una buona parte centrale, l’opera d’esordio del regista si perde nel finale lasciando un senso di incompiutezza.

il legame recensione sugarpulp - IL LEGAME (2020) : CIO' CHE NON TI UCCIDE, TI LEGA 32

Due occhi ti hanno fissato nei miei, ti vogliono aiutare. Io ti attacco al sangue fascinato per vedere dove si è celato. È sangue della tua natura, fino alla sepoltura.

~Sabrina
IL NOSTRO VOTO - IL LEGAME (2020) : CIO' CHE NON TI UCCIDE, TI LEGA 33
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MIDNIGHT MASS: Cosa accade dopo la morte?
Midnigh Mass locandina

“Non è stato un atto di Dio … “

~ Riley Flynn

La trama di Midnight Mass

Midnight Mass è la miniserie televisiva statunitense creata e diretta da Mike Flanagan adattando l’omonimo romanzo di F. Paul Wilson pubblicato il 1º novembre 2004 per la piattaforma Netflix.

Riley Flynn dopo l’arresto per omicidio stradale in stato di ebrezza, torna a Crockett Island, piccola e isolata comunità con una esigua popolazione.

L’arrivo di un nuovo giovane prete, Padre Paul, sconvolge l’esistenza della piccola comunità con il suo travolgente carisma e, soprattutto, con una serie di miracoli che fanno sorgere più di un interrogativo in Riley, ormai ateo dopo gli eventi che ne hanno sconvolto l’esistenza, e che scatenano un revival religioso nell’intera comunità, mentre una presenza oscura e misteriosa si aggira per l’isola.

Cast e struttura della serie

Anche con Midnight Mass Flanagan fa ancora una volta affidamento sull’ossatura del cast di Hill House e Bly Manor con Henry Thomas,Kate Siegel e Rahul Kohli. A completare il cast principale vi sono  Zach Gilford,Hamish Linklater,Samantha Sloyan,Kristin Lehman e Annabeth Gish.

La serie è strutturata in 7 episodi dalla durata di un’ora intitolati con i nomi dei libri della Bibbia cristiana.

Midnight Mass - Padre Paul
Padre Paul [Hamish Linklater]

Regia e ambientazoni in perfetto stile Stephen King

Flanagan ancora una volta conquista il pubblico. L’ambientazione dell’isola di Crockett funziona davvero bene, evocando l’atmosfera misteriosa di città dell’immaginario come il Maine, la città in cui si svolgono la maggior parte delle storie del re dell’horror Stephen King (qui puoi trovare alcuni adattamenti cinematografici tratti dai suoi romanzi).

La regia si discosta leggermente dai lavori precedenti, tenendo un ritmo più lento e dando maggior spazio all’introspezione dei personaggi, dove richiederà maggior pazienza agli amanti dell’horror puro e dall’elevato contenuto di suspense.

Midnight Mass - Crocket Island

Sceneggiatura

La trama di Midnight Mass è intrigante, caratterizzata dal folklore e dal costante dubbio che attanaglia gli uomini dinanzi al concetto della fede e della sua posizione nella vita. Sarà difficile in certi momenti della serie non pensare di abbandonarne la visione, quando i monologhi tra i protagonisti prenderanno il largo e la scena, ma probabilmente la voglia di sviscerare ogni argomento e ogni mistero che aleggia sull’isola, sarà più forte.

In questo racconto horror atipico, gli attori sono davvero affascinanti, tutti ben collocati nella storia (con qualche piccola eccezione) e riescono a trasmettere perfettamente le sensazioni che il regista vuole. Persone che sperano in una seconda possibilità,chi è completamente devoto alla chiesa, chi scettico, differenze di razza e religione, dove il confine tra bene e male, giusto e sbagliato, fede e fanatismo è davvero sottile.

Midnight Mass - cast

Per chi non avesse visto la serie, può guardare il trailer qui sotto e pertanto invito a non continuare la lettura per non incappare in spoilers.



SPOILER alert - MIDNIGHT MASS: Cosa accade dopo la morte? 35
Midnight Mass - Scena con Padre Paul

“Tendiamo a non gradire il mistero … più cose sappiamo, meno ci pieghiamo…

Più fragili diventiamo, più facile è spezzarsi…”

~ Padre Paul [Hamish Linklater]

COSA ABBIAMO APPREZZATO

1) LA CONTINUITÀ DEL LAVORO DEL REGISTA.

Dopo il tema della famiglia raccontato in Hill House,l’amore in Bly Manor, in Midnight Mass incentra la storia sulla religione. I temi utilizzati sono per la maggior parte i tre cardini su cui si basa la vita di un essere umano.

2) L’IDEA DELLA SUDDIVISIONE DEGLI EPISODI SECONDO I LIBRI DELLA BIBBIA.

3) IL CONFRONTO ISLAM/CATTOLICESIMO

il pregiudizio verso gli islamici e come è difficile per loro l’integrazione nella società dopo l’11 settembre. Un tema davvero attuale, raccontato forse per la prima volta in maniera intelligente senza stereotipare e dove non è un elemento narrativo negativo. Davvero avvincente e ben costruito il dibattito che avviene tra Bev (cattolica fervente) e Omar (devoto alla religione islamica).

Midnight Mass - dibattito in classe

4) IL CONCETTO DI “MORTE” raccontato dal regista attraverso la chiacchierata tra Riley ed Erin.

Midnight Mass - monologo sulla morte

5) I RIFERIMENTI E GLI OMAGGI che il regista fa alle sue serie create e dirette in precedenza,a grandi cult e ad una delle sue maggiori fonti d’ispirazione: Stephen King.

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Tre storie, tre coppie che provano a tutti i costi a restare uniti con i propri figli.

6) LA PERFORMANCE ECCEZIONALE DI SAMANTHA SLOYAN

L’attrice che interpreta Bev, principale antagonista della serie. Ella è un membro fanatico della chiesa di San Patrick nonché figura chiave nella comunità di Crockett. Ma nonostante ciò non è ben vista dai suoi compaesani, che in più occasioni testimoniano la sua natura maligna. Il suo personaggio è subdolo,senza scrupoli e pronta a tutto per servire e venerare colui che vede come segno della Seconda Venuta.

Una performance eccezionale, che mette a nudo l’estremismo e il fanatismo che spesso è nei religiosi più convinti. Un personaggio non semplice, che è facile odiare, ma impossibile non amare cinematograficamente parlando.

7) L’ORIGINALITÀ CON CUI VIENE SVELATO IL FINALE

Sebbene la narrazione porti a pensare che Riley sia l’eroe che fisicamente risolverà la situazione, come già ci ha fatto vedere nelle sue precedenti produzioni, Flanagan ci sorprende facendo morire ben 2 episodi prima della fine proprio il protagonista, che grazie ai sentimenti che pone in Erin la smuove in cerca di una soluzione definitiva. Inoltre anche se poco apprezzato al primo impatto (troppo in stile musical), l’introduzione al finale viene mostrato con l’immaginario della Via Crucis,simbolo del percorso doloroso del figlio di Dio,sequenza che per i nostalgici dei cult non può che ricordare un colosso come L’esorcista (1973) di William Friedkin.

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COSA NON ABBIAMO APPREZZATO

1) IL TRUCCO

utilizzato per i personaggi anziani. Così pessimo da rendere poi prevedibile ogni avvenimento successivo. Una volta compreso che il sangue della belva ringiovanisce le persone, allora tutto diventa lapalissiano. Un vero peccato, una cosa che proprio non siamo riusciti a mandare giù per una serie di questo livello.

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2) IL RITMO DI NARRAZIONE

che soprattutto nei primi episodi risulta troppo lenta,con tanti monologhi,molti dialoghi che però solo apparentemente paiono fini a se stessi.

3) LA RAPPRESENTAZIONE DELL’ANGELO

che sebbene rappresenti in realtà il male, rende tutto un troppo grottesco e banale, quando avrebbero potuto sfruttare maggiormente la figura di Paul come incarnazione del male.

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4) LA PASSIVITÀ DI MOLTI PERSONAGGI

che non si pongono quasi mai domande dinanzi ai fatti palesemente strani e dubbi che avvengono sull’isola. Tra tutti Annie, madre di Riley che nonostante spesso si trova dinanzi a situazioni ambigue sembra non accorgersi mai di nulla. Si supera addirittura quando Erin alla disperata ricerca di Riley con cui doveva incontrarsi la sera precedente, chiede ad Annie se il figlio fosse in casa e lei senza esitazioni anziché allarmarsi la caccia via.

Conclusioni

Midnight Mass è un horror atipico, un genere che vero e proprio horror non è ma che fa delle sue atmosfere la colonna portante. Ancora una volta Flanagan non ha paura di portare la sua visione, senza cadere nei cliché, raccontando una storia dell’orrore senza uso massivo di scene splatter,jump-scare e trucchi simili. Come ci ha già abituato racchiude temi importanti come amore,perdono,famiglia,religione e sensi di colpa, in un quadro dalla cornice tenebrosa (grazie anche ad una bellissima fotografia) per trasmettere infine un messaggio più profondo.

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MATRIX RESURRECTIONS : LANA WACHOWSKI VOLEVA CANCELLARE IL FILM
The Matrix Resurrections, ecco il primo vero trailer: il film evento  dell'anno? | SmartWorld

Matrix Ressurrection rischiava di non vedere la luce. Lana Wachowski torna alla regia con Il quarto capitolo del franchise fantascientifico che arriverà nella sale a gennaio, ma ha rischiato di non arrivarci.

Lana Wachowski parla del nuovo Matrix

Lana Wachowski ha rivelato che il film all’epoca delle riprese ha rischiato di essere cancellato e di non vedere mai la luce. Secondo Jessica Henwick, una delle new entry nel cast, dopo i tanti problemi incontrati dalla maggior parte delle produzioni durante la pandemia, la Wachowski  ha pensato che non sarebbe riuscita a completare il film.

Biografia di Lana Wachowski
Lana Wachowski

“C’è stato un punto in cui ho sentito davvero la pressione, perché quei combattimenti sono così seminali. Quei momenti del film originali sono rimasti nella mia testa, tutti quei combattimenti, quindi è stato un momento che mi ha intimidito molto. Sai che devi lavorare qui, devi lavorare con Keanu. Lui è John Wick. Sa benissimo cosa deve fare. Non puoi certo bloccarlo, in nessun modo. Ho dovuto dare tutta me stessa. Mi ci sono dedicata completamente. Ci siamo allenati davvero duramente durante le prove e abbiamo continuato a farlo anche durante le riprese”.

Ha poi raccontato della possibile cancellazione del film:

“Quando ci hanno chiusi per il COVID siamo rimasti fermi per tre mesi, ma io stavo ancora a casa ad allenarmi ogni giorno anche se non sapevamo se saremmo mai tornati. Quando ci avevano appena chiuso per la pandemia Lana disse: ‘Beh, forse è finita. Forse non riusciremo a tornare per girare il resto e il nuovo Matrix affonderà e diventerà questo film leggendario rimasto incompleto, e nessuno lo vedrà mai. Forse è questo che significa’. E noi dicevamo tutti: ‘No, devi finire questo film’. Ma lei ha davvero pensato all’idea di finirla lì. Io, anche se non sapevo se saremmo tornati mai a girare, non riuscivo a pensare a una cosa simile, quindi ho continuato ad allenarmi per tutta la pausa perché mi serviva per concentrarmi. Dovevo essere positiva e pensare: ‘No, finiremo il film. Dobbiamo. Questa non può essere la fine del mio viaggio con Matrix”.

Il film alla fine è stato completato e arriverà nelle sale italiane il 1° gennaio 2022. Qui in basso potrete guardare il trailer in italiano dove scoprirete anche il nuovo Morpheus .

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IL “NUOVO” MORPHEUS

È ormai risaputo che Laurence Fishburne non sarà Morpheus nel nuovo capitolo di Matrix.

Il ruolo di Morpheus è stato preso da Yahya Abdul-Mateen II che ha voluto raccontare del suo ingresso nel franchise, dichiarando che questo film avrà toni diversi dai precedenti.

Chi è l‘interprete del nuovo Morpheus

Nato nel 1987 a New OrleansLouisiana, da padre musulmano e madre cristiana. Debutta nel 2016, interpretando Clarence “Cadillac” Caldwell nella serie televisiva The Get Down, ideata da Baz Luhrmann per Netflix. Arriva al cinema nel 2017 con la partecipazione alla commedia d’azione Baywatch, al fianco di Dwayne Johnson e Zac Efron e altri film minori.

Abdul-Mateen ha ottenuto il ruolo del villain Black Manta nel sesto film del DCEU Aquaman”, uscito nel 2018. 

Nel 2019, nella miniserie televisiva Watchmen, ideata da Damon Lindelof per HBO, Abdul-Mateen II ha interpretato Cal Abar, il quale, in seguito, si rivela essere il Dottor Manhattan. Insomma pare che l’attore arrivi ad interpretare l’iconico personaggio nel suo miglior momento della carriera, dopo essersi dimostrato un attore molto eclettico. In una recente intervista l’attore che vanta la partecipazione anche alla pellicole Noi (Us) e Il processo ai Chicago 7 ha detto:

“Avrà toni molto diversi. So che avete molte domande, avrà tutto senso quando uscirà. Le domande su Morpheus avranno una risposta”.

The Matrix Resurrections: Yahya Abdul-Mateen II è il nuovo Morpheus?
Il nuovo Morpheus in una scena del trailer del film

Insomma, sebbene è stato un colpo per i fan, forse il motivo per cui sia cambiato l’interprete del personaggio sarà di più che un motivo di casting. Certo è che bisognerà attendere l’uscita al cinema di Matrix Resurrections (clicca qui per leggere la nostra recensione) per comprenderne le ragioni. Ovviamente il nostro dilemma e quello dei fan è :”Riuscirà a colmare la grande assenza di Laurence?” Sicuramente possiamo fare sogni tranquilli se pensiamo che Keanu Reeves invece vestirà ancora i panni di Neo.

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Morbius, storia ambientata nei multi versi?

Dopo tanti rumors è finalmente arrivato il primo trailer italiano ufficiale di Morbius con Jared Leto. Nel trailer del film che uscirà al cinema nel 2022, sono subito saltati agli occhi degli utenti, dei piccoli ma fondamentali dettagli che fanno pensare alla possibilità che la storia di Morbius sia ambientata nei multi versi.

Scopriamo perché …

1/4 Il murales

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Morbius
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Spiderman di Sam Raimi

In una scena del trailer vediamo Michael Morbius camminare in strada e passare di fianco ad un murales che ritrae l’iconica posa della versione dell’uomo ragno di Sam Raimi mentre è intento a lanciare una ragnatela in cielo.

2/4 La Oscorp Tower

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La Oscorp Tower Morbius
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La Oscorp Tower in The Amazing Spiderman

In un’altra scena del trailer possiamo vedere sullo sfondo della città la Oscorp Tower vista nel film The Amazing Spiderman, cosa che lascia intendere che sia ambientato nello stesso universo narrativo.

3/4 Adrian Toomes alias Avvoltoio

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Adrian Toomes in Morbius
Berbagai Easter Egg Morbius Terhubung Dengan MCU! | Greenscene
Adrian Toomes / Avvoltoio in Spiderman Homecoming

Verso le battute finali del trailer un uomo parla a Michael dicendogli :

“Hey Dott. Michael, dovremo restare in contatto.”

~ Adrian Toomes / Michael Keaton
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4/4 Il template del Daily Bugle

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Il Daily Bugle in Morbius
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Il template dell’intestazione del giornale Daily Bugle visto sia nel trailer, sia nel film di Venom sono praticamente identici.

Dettaglio Extra

Nella scena finale del trailer il protagonista dice ad un uomo terrorizzato :

“Io sono, Venom! (Ruggito) Scherzo sono Dott. Michael Morbius , al tuo servizio.”

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Come potete notare tutti questi piccoli dettagli lasciano credere che la narrazione di questo film sia posta in uno o più degli universi dei film di Spiderman e Venom alimentando quindi l’ipotesi dei multiversi.

E voi ? Cosa ne pensate? Se non avete visto il trailer del nuovo film marvel, godetevelo qui in basso. (clicca qui per leggere la nostra recensione)

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