20221121731220 1 - THE LAST OF US (2023) - Un debutto eccezionale 1
THE LAST OF US (2023) – Un debutto eccezionale

Il 3 marzo 2020 Neil Druckmann, creatore del gioco originale annuncia la serie tv tratta dall’opera videoludica nonché punta di diamante di Sony al quale lavorerà come sceneggiatore.

La serie è stata prodotta da Craig Mazin, creatore della serie televisiva “Chernobyl” e da Sony Pictures Television in collaborazione con PlayStation Productions.

Cos’è The Last Of Us e perché tanta attenzione per la serie tv

The Last of Us è un gioco di avventura in terza persona sviluppato da Naughty Dog e pubblicato da Sony Computer Entertainment lanciato il 14 giugno 2013 per la PlayStation 3 e successivamente per la PlayStation 4.

Il gioco è divenuto un nuovo standard dei videogames grazie al suo successo commerciale e critico e diventando uno dei giochi più acclamati e premiati della generazione di console con numeri da capogiro come 17 milioni di copie in tutto il mondo , oltre 240 premi “Gioco dell’anno” , gioco più venduto su PlayStation 3 e PlayStation 4 nel 2013 e nel 2014.

Il suo sequel, The Last of Us Part II, uscito invece il 19 giugno 2020 ha venduto oltre 4 milioni di copie in tutto il mondo nel primo weekend di lancio.

The Last Of Us , il debutto eccezionale della serie HBO

Il debutto è stato da urlo con 4,7 milioni di telespettatori negli Stati Uniti nella prima notte di disponibilità rendendolo il secondo più grande debutto dal 2010 dietro a House of the Dragon.

L’episodio introduce i personaggi e la storia in maniera perfetta e fedele alle prime ore di gioco del primo capitolo.

L’incredibile realismo, riesce a fare addentrare da subito lo spettatore nel mondo devastante e crudo di The Last Of Us.

La regia e la produzione sono di alta qualità, creando un’atmosfera inquietante e intensa con una
fotografia ed colonna sonora bellissima ideata dallo stesso compositore argentino che ha lavorato alle musiche del gioco (Gustavo Santaolalla) con ottimi costumi e messa in scena.

the last of us serie tv 6 1 - THE LAST OF US (2023) - Un debutto eccezionale 4
image 2 - THE LAST OF US (2023) - Un debutto eccezionale 5

L’incredibile trasposizione e realismo degli infetti

Un altro elemento riuscitissimo in questo primo episodio è il realismo e la ferocità degli infetti. In basso una scena dei primi minuti dello show.

Il cast e le prime impressioni sulle interpretazioni

Sin dai primi rumors sulle scelte di casting per questa attesissima serie, sono state numerose le critiche dei fan che preferivano altri volti per i propri beniamini.

image 1 - THE LAST OF US (2023) - Un debutto eccezionale 6

Siamo sinceri, per chi ha giocato a The Last Of Us è impossibile non far fatica almeno nei primi minuti a guardare Joel e Ellie senza pensare ai volti della controparte videoludica.

Eppure un Pedro Pascal in grandissima forma riesce subito ad entrare completamente nel personaggio riuscendo non solo a sovrapporsi benissimo al volto originale ma anche senza dubbio ad essere la stella di questo primo scorcio di serie con un’interpretazione perfetta.

joel joel - THE LAST OF US (2023) - Un debutto eccezionale 7

Anche Bella Ramsey nonostante un minutaggio inferiore al suo co-protagonista riesce ad imprimere su schermo il carattere ribelle e cazzuto di Ellie, mostrando ancora una volta la sua eccellente qualità recitativa.

In linea generale tutto il cast mostra i muscoli , per un’ottima resa attoriale e per un episodio pilota che promette davvero bene per il proseguo della serie.

Leggi anche …

Un grande inizio che promette davvero bene …

Un grande inizio senza dubbi, grazie ad un lavoro perfetto: La cura per i dettagli, le ambientazioni, i richiami al gioco ( come ad esempio l’accovacciarsi per aprire lo zaino ) , le inquadrature sporche, a mano per calcare il realismo e i tanti elementi che vanno a costruire un mondo fedele al gioco ma allo stesso tempo potenzialmente reale.

Insomma sebbene abbiamo già visto una trasposizione videoludica con la buona serie di Halo (qui la recensione) che però non ha convinto pienamente, le impressioni avute al debutto di TLOU la candidano sicuramente a possibile serie dell’anno.

Ricordiamo infine che il primo episodio in italiano uscirà il 23 gennaio dove troveremo di nuovo la voce di Lorenzo Scattorin nei panni di Joel e per chi non l’avesse ancora visto può guardare qui in basso il trailer ufficiale.

Black Summer poster - BLACK SUMMER (2019) : LA SERIE PIÙ REALE E BRUTALE POSSIBILE 8
BLACK SUMMER (2019) : LA SERIE PIÙ REALE E BRUTALE POSSIBILE

Prendete “The Walking Dead” e privatelo dell’amore,i melodrammi,le lunghe chiacchiere e gli antagonisti prime donne. Questo è Black summer.

Black Summer è una serie televisiva post-apocalittica horror statunitense creata da Karl Schaefer e John Hyams e distribuita da Netflix a partire dall’aprile 2019 e arrivata alla seconda stagione nel 2021.

Black summer

Trama

La trama ruota principalmente attorno a Rose(Jaime King) la quale in seguito allo scoppio di un’epidemia zombie, viene separata ad un posto di blocco dalla figlia. La donna così intraprende un lungo e violento viaggio per riunirsi a lei.

black summer 2 - BLACK SUMMER (2019) : LA SERIE PIÙ REALE E BRUTALE POSSIBILE 9

Regia : L’esasperazione di ogni tipico aspetto del genere zombie horror

Le caratteristiche del genere sono tutte presenti, ma amplificate fino all’esasperazione, il tutto per mettere in evidenzia la pericolosità e l’aggressività dei non morti,la violenza e tutti gli avvenimenti che coinvolgono i protagonisti che agiscono in un mondo pieno di azione e nessuna pietà.

La struttura degli episodi è divisa in piccoli capitoli che spesso si muovono nel tempo in maniera circolare per raccontare la storia e le disavventure dal punto di vista dei diversi protagonisti, per poi arrivare ad un fitting point che mette insieme i pezzi. I dialoghi sono pochi, brevi e diretti per lasciare maggior spazio alla tensione, le atmosfere e le sequenze di azione.

La serie sin da subito non si risparmia: Scene crude,violente, scelte crudeli, persone senza scrupoli lottano contro gli altri sopravvissuti più che contro i non morti. E’ chiarissimo che la scelta degli autori è di rappresentare l’uomo come vero antagonista della storia , il quale non avrà ripensamenti quando si tratterà di mettere la sua vita avanti a tutto.

Saranno d’accordo in tanti che hanno già visto la serie, che le scene più cruente e angoscianti sono proprio quelle in cui l’uomo compie gli atti più atroci.

MV5BYzRmNmE1ZTAtYTEwMi00N2MzLWE0YzMtOTg5NDJjYzc4MTZjXkEyXkFqcGdeQXVyNDg4MjkzNDk@. V1 - BLACK SUMMER (2019) : LA SERIE PIÙ REALE E BRUTALE POSSIBILE 10

I ritmi di narrazione sono pressoché elevati, grazie al mix di suspense e adrenalina che faranno compagnia allo spettatore per gran parte degli episodi. Inoltre spesso ci si troverà a dover fare i conti con l’ansia e la paura di essere beccati da chi vuole sopraffarci come se la realtà e la finzione del mondo di Black Summer fossero un tutt’uno grazie all’immersività che la regia è riuscita a creare.

Camera a mano

Black Summer fa un massiccio uso di questa tecnica di ripresa che consente allo spettatore si sentirsi completamente nell’azione e rendendo la scena davvero immersiva.

Questa tecnica consiste nel riprendere gli attori muovendosi insieme a loro sul set. Il cameraman in questo caso segue il protagonista rendendo la scena più reale come accade anche nei reportage. Per fare alcuni esempi, Cannibal Holocaust e The Blair Witch Project sono tra i precursori di questa tecnica.

Una scena della serie girata con la tecnica appena descritta

Altro aspetto che ho davvero apprezzato molto è la reazione dei protagonisti che (che a differenza di altri prodotti del genere) anche quando ormai combattenti esperti mostrano spesso la loro paura e il timore di non farcela dinanzi ai non morti che lontani dai canonici zombie dal passo lento , sono pronti a corrergli dietro fino a quando non avranno la loro carne. Queste scene rendono molto reale la storia creando empatia con lo spettatore che riconosce la sensazione di terrore se pensa di trovarsi in quell’istante nei panni del protagonista.

sub buzz 12618 1556219831 3 - BLACK SUMMER (2019) : LA SERIE PIÙ REALE E BRUTALE POSSIBILE 11

E’ facilmente deducibile che il fiore all’occhiello di questo prodotto è l’incredibile realismo che proietta BS ai primi posti dei film apocalittici, oltre al cast che nonostante sia composto da attori poco conosciuti si difende davvero in maniera egregia risultando una piacevole sorpresa.

Elogi particolari alla protagonista assoluta Jaime King che si mostra cazzuta e stella della serie con un personaggio caratterizzato da una netta e costante crescita.

Black Summer 2 ce qui sest passe a la fin - BLACK SUMMER (2019) : LA SERIE PIÙ REALE E BRUTALE POSSIBILE 12
AAAABQ ppgBB7yROqTqRKyUaSqS CkWw4ZarLzudLAD3EIqMo1W9fypVn7nDOtbkKfyE w7J9gsTMG4I6Tm7KeCaQhDAhtLaTQuXLDD0r3EoCGBXgEc0 - BLACK SUMMER (2019) : LA SERIE PIÙ REALE E BRUTALE POSSIBILE 13
blacksummer season2 episode2 00 09 58 10r jpg 375x0 crop q85 1 - BLACK SUMMER (2019) : LA SERIE PIÙ REALE E BRUTALE POSSIBILE 14

Per ora più che bene …

Per ora il mio non può che essere un giudizio positivo , per una serie che è un must to watch per gli amanti del genere, ma allo stesso tempo consigliato per chi ha voglia di guardare qualcosa di molto realistico e originale.

Netflix ha già fatto sapere che è in produzione una terza stagione e personalmente non vedo l’ora di vedere se riusciranno a mantenerne il trend.

Come per la maggior parte dei casi, anche questa serie non è esente da difetti, con alcune scelte che mi hanno fatto storcere un po’ il naso, ma che non rovinano lo spettacolo.

Conclusioni

Black Summer è senza dubbio un prodotto che osa,non ha timore e si mostra nella sua essenza e in tutta la sua violenza e brutalità. La serie sicuramente verrà apprezzata ancora di più nel tempo potendo contare sulla grande visibilità del suo streamer e sui tanti giudizi positivi che faranno eco fino ad arrivare all’orecchio anche dello spettatore più restio.

IL NOSTRO VOTO - BLACK SUMMER (2019) : LA SERIE PIÙ REALE E BRUTALE POSSIBILE 17

Gli zombie sono la faccia allo specchio che non restituisce lo sguardo.
(Richard Greene)

la belva cop - La Belva 18
La Belva
locandina - La Belva 19

Titolo originale La Belva
Paese Italia
Anno 2020
Durata97 min
Genere azione,drammatico,thriller
Lingua originale italiano
Ideatore e Regia Ludovico Di Martino
SoggettoClaudia De Angelis, Ludovico Di Martino, Andrea Paris, Nicola Ravera Rafele

Tutti i soldati quando tornano a casa sono vecchi, uomini ripiegati su se stessi che non parlano mai delle battaglie combattute.

(Paul Auster)

La Belva

Una vita lontano dalla famiglia

La belva è un film azione,drammatico/thriller del 2020 diretto da Ludovico Di Martino e distribuito globalmente su Netflix il 27 novembre 2020 con Fabrizio Giufini nei panni del protagonista Leo,Lino Musella(Gomorra,The Young Pope) in quelli dell’ispettore di polizia Antonio Simonetti e Andrea Pennacchi in quelli del cattivo Mozart . La pellicola narra le vicende di Leonida Riva(Fabrizio Giufini), un reduce di guerra cupo e solitario, con un passato da Primo Capitano nelle Forze Speciali dell’Esercito. La vita ormai spenta e segnata dalla guerra lo tengono lontano dalla famiglia che dopo il suo ritorno a casa hanno difficoltà ad instaurare un rapporto ormai perso. Quando la figlia Teresa(Giada Gagliardi) viene rapita, Leonida ritrova la rabbia e la ferocia di un tempo per salvare la sua bambina.

114846 ppl - La Belva 20
Fabrizio Gifuni in una scena del film

Il rapporto tra Leonida e la violenza

Lo spettatore sin da subito avverte la sensazione di disagio che prova il protagonista nel rapportarsi con il mondo , come se fosse rimasto intrappolato nei ricordi della guerra che non gli permettono di andare avanti e di spogliarsi dell’armatura che negli anni ha dovuto utilizzare per sopravvivere in battaglia. Infatti Leo sembra quasi felice di poter tornare all’azione per salvare la figlia , perché probabilmente la violenza è l’unica via che conosce per comunicare , per dire al mondo che esiste. La violenza è la dimensione ideale per lui, il posto in cui si sente se stesso , un posto dove può lasciarsi andare senza inibire i suoi istinti lontani dal padre di famiglia che la moglie e il primogenito vorrebbero.

Ma cosa vuole raccontarci “La Belva” ?

Il regista romano ha provato a regalare al cinema italiano il suo action movie , la risposta a The Transporter,Taken e tutti i film d’azione che (gli USA su tutti) ci hanno abituato a guardare. Di Martino prova a lasciare la sua impronta nella pellicola cercando di costruire una trama che basa la storia su un uomo che è “dipendente” dalla violenza. La violenza come la droga, o come la medicina di cui Leo è dipendente (le benzodiazepine) che gli servono per tirare avanti in una società a cui non sente di appartenere e da cui si sente abbandonato. Per la costruzione di un film “che funziona” viene inserito il tema della guerra e degli strascichi che i soldati si portano per tutta la vita per rendere il tutto tridimensionale con il personaggio di Leo che sembra uscire fuori dallo schermo con tutta la sua forza.

“ Il vero soldato mente a sé stesso quando dice di odiare la guerra. Egli ama in modo profondo la guerra. E non perché sia un uomo particolarmente malvagio, assetato di sangue, ma perché ama la vitalità che (per quanto paradossale possa sembrare) la guerra porta dentro di sé. ”

(Oriana Fallaci)

la belva film gifuni 2020 - La Belva 21

La sceneggiatura

Nonostante tutto però Di Martino non punta altissimo “accontentandosi” di una trama lineare e ampiamente prevedibile con la solita struttura di introduzione dei personaggi,sviluppo degli avvenimenti e conclusione da “tutti felici e contenti”.

Va fatto un plauso alle sequenze degli inseguimenti e dei combattimenti che sono state costruite in maniera realistica e con il giusto tocco di adrenalina risultando di spessore e non più “piatte” come spesso accadeva in altri prodotti italiani. Non ci sono intrecci, non ci sono colpi di scena, i personaggi secondari hanno pochissimo spazio e Mozart è a malapena introdotto rendendo quest’opera un’occasione mancata.

Durante l’intero lungometraggio il protagonista dice pochissime battute lasciando spazio all’espressività dei suoi occhi arrabbiati e del suo volto animalesco. Leo infatti è il cuore pulsante del film , senza lui non esisterebbe, i personaggi secondari mai come in questa pellicola sono di contorno ma non per loro demeriti(Ottima ad esempio è l’interpretazione di Lino Musella). I dialoghi in “La Belva” non sono moltissimi per dare spazio all’azione e per risaltare la violenza come unico metodo di comunicazione del protagonista che ci regala una buona performance.

Commento finale

La Belva nonostante non poche difficoltà riesce a dare al pubblico italiano un personaggio cazzuto per cui esaltarsi , ma che non riesce ancora a scalfire una concorrenza troppo forte che negli anni ha sfornato numerose pellicole del genere.

IL NOSTRO VOTO 1 - La Belva 22