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LOOKISM [2022] – LA RECENSIONE

Appena terminato di guardare la nuova serie sud-coreana, le emozioni che invadono la mia testa sono innumerevoli. Lookism è il titolo del manga coreano che prende il nome direttamente dal termine lookismo che descrive il pregiudizio e la discriminazione basata esclusivamente sull’aspetto fisico.

Da sempre il bullismo e la lotta contro le discriminazioni sono temi forti e sempre attuali, a causa (purtroppo) di episodi sempre più frequenti che spesso sfociano in eventi di natura drammatica e/o violenta.

Lookism, com’è nata la serie animata

Lookism è un webtoon sudcoreanoscritto e illustrato dal modello Park Tae-joon. Pubblicato per la prima volta nel novembre 2014, il fumetto racconta la storia di uno studente delle superiori che può passare da un corpo all’altro: uno grasso e basso e l’altro in forma alto dall’incredibile bellezza.  

L’adattamento della serie animata coreana a cura di Studio Mir è stato rilasciato a livello globale su Netflix (che ancora una volta punta forte su una serie anime) l’8 dicembre 2022 con un totale di 8 episodi da 25 minuti circa.

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Lookism, una storia di bullismo, pregiudizi e di coraggio

La storia ruota intorno a Park Hyung Suk, un ragazzo che vive con la madre che si impegna a fatica per guadagnare abbastanza da permettere al figlio di poter studiare. Park è un ragazzo bassino e in sovrappeso nonché insicuro e debole a causa dei continui sfottò e degli episodi di bullismo di cui è vittima.

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Tutto per lui cambia quando dopo aver cambiato quartiere e scuola, scopre di poter “utilizzare” un altro corpo che è invece alto, in forma e dall’aspetto piacente.

Con queste premesse, lo show mette in risalto le diverse reazioni che le persone hanno in base all’aspetto fisico di chi vi si trova davanti e pone una questione allo spettatore:

“Quanto valorizzi te stesso? Quanto vale l’essere interiore rispetto a come si appare all’esterno?”

L’anime (che risulta molto scorrevole), mette in contrasto la bellezza dei colori sullo sfondo, le grandi marche di moda, i voluminosi capelli delle ragazze e i muscoli dei latin-lover della scuola con la cruda violenza che subiscono i bullizzati.

I personaggi sono caratterizzati in maniera soddisfacente, al netto di qualche personaggio secondario di cui si conosce poco o nulla del loro background, probabilmente voluto in vista di una possibile seconda stagione. Anche alcuni misteri della storia al termine della visione restano irrisolti come ad esempio i talenti di cui il protagonista è dotato, e come siano riusciti alcuni personaggi ad essere abilissimi e fortissimi lottatori i quali donano dinamicità alla storia, oltre a regalare sequenze avvincenti che smorzano un po’ il tono drammatico della storia.

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Lookism è una serie che riesce a mescolare temi importanti con momenti di divertimento, arte e un po’ di action in perfetto stile orientale. I disegni che riprendono fedelmente il fumetto originale e le caratteristiche maniacali dei webtoon si prestano degnamente alla causa riuscendo a trasmettere allo spettatore ogni aspetto che l’autore della storia vuole raccontare.

Una storia che vuole sensibilizzare le persone alla lotta al bullismo, ad imparare a giudicare le persone per cosa hanno dentro e cosa vogliono dire e non dal capo firmato, dal capello alla moda o dal fisico scolpito. Un anime che trasmette la disperazione del protagonista (e non solo) che non riesce ad imporsi in una società sempre più famelica e pregiudicante , ma che (per fortuna) a volte riesce ad essere sopraffatta dal coraggio e dalla voglia di molti di prendersi ciò che gli spetta.

Il prodotto del distributore californiano è in linea generale un buon adattamento, originale e accattivante che mi sento di consigliare anche a chi non è avvezzo al genere sfruttando l’elemento easy binge watching grazie al suo esiguo numero episodi risulta ulteriormente fruibile. Numero di episodi che forse se fossero stati un tantino di più avrebbero potuto regalare approfondimenti interessanti.

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Progetto senza titolo - CYBERPUNK EDGERUNNERS [2022]: Ancora Night City, ancora una storia di Cyberpunk 6
CYBERPUNK EDGERUNNERS [2022]: Ancora Night City, ancora una storia di Cyberpunk

Cyberpunk Edgerunners – La serie spinoff

Ormai è ben nota la vicenda che ha visto il tortuoso cammino di CD Projekt con il suo chiacchieratissimo Cyberpunk 2077 . A distanza di quasi 2 anni dalla pubblicazione del gioco, il pubblico si è diviso tra consensi e dissensi, ma è indubbio che ambientazioni e fascino della storia siano di elevata fattura e probabilmente è su questo che Netflix e la software house polacca hanno deciso di puntare.

La serie animata che ricalca il design tipico dei cartoni animati anni 90, è stata distribuita il 13 settembre 2022 e prodotta dallo studio giapponese Trigger.

Perdere tutto …

David Martinez, vive con la madre, che lavora forsennatamente ogni giorno per poter pagare la retta dell’Arasaka Academy , scuola che frequenta il figlio. David è uno studente brillante, ma dall’animo ribelle, dettaglio non trascurabile e che lo rende diverso e non compatibile con il mondo delle corporazioni.

Per un fatale incidente, in seguito ad una folle sparatoria tra bande in strada, Gloria (madre di David) finisce in ospedale in gravissime condizioni. Dopo che David viene bullizzato da Katsuo suo compagno di classe nonché figlio di Tanaka dirigente dell’Arasaka e poi espulso dall’Accademia; Egli viene a conoscenza della triste scomparsa della madre, avvenuta per mancanza di sufficiente denaro per pagarne le cure.

Cyberpunk Edgerunners
La scena in cui David va dal RipperDoc per farsi impiantare il Sandevistan

In preda alla sete di vendetta, di rabbia e desideroso di affermarsi in mondo così folle e crudele fa visita al proprio RipperDoc di fiducia e decide di farsi impiantare un Sandevistan di tipo militare trovato a casa nascosto da Gloria.

Il Ripperdoc però lo avvisa: Il Sandevistan è tanto potente quanto pericoloso per il corpo e la mente. Inizia così un lungo adrenalinico, sanguinoso e incredibile viaggio per le strade di Night City.

Se non avete ancora visto la serie e non volete incappare in spoiler, vi invito a guardare il trailer in basso e di procedere alla lettura solamente una volta terminata la visione.

Essere Cyberpunk

Essere Cyberpunk , è l’obbiettivo principale di David ed è il tema a cui ruota l’incipit della serie , dove mostra il protagonista alle prese con i primi utilizzi del Sandevistan che gli garantisce nei primi episodi l’ingresso nel gruppo di Cyber-mercenari guidati da Maine, carismatico e leader assoluto.

La serie, che mantiene un minutaggio per episodio in linea con la maggior parte dei prodotti di animazione (20′ circa), ha un ritmo scorrevole scandito da battute sopra le righe e scene d’azione davvero ben caratterizzate che ripropongono (anche grazie alla nota colonna sonora del videogame da cui è tratta) tutte vibes vissute dai videogiocatori nei panni di V.

Personaggi, influenze e Studio Trigger

In una città così ben caratterizzata come quella già amata in Cyberpunk 2077 che è Night City, bisognava necessariamente inserire nella storia personaggi carismatici e sopra le righe. David Martinez è un protagonista azzeccato, in linea con le caratteristiche principali dell’eroe, un ragazzo che per carattere, sogni e speranze è in sintonia con i ragazzi di oggi.

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David e il suo gruppo

Ad affiancarlo nel suo viaggio, ci sono i componenti del suo gruppo Maine, Lucy, Kiwi,Rebecca, Dorio e Falco. Con eccezione di Maine e Lucy gli altri personaggi del gruppo sono abbandonati un po’ a se stessi durante l’andamento della serie, lasciandogli qualche battutina qua e là tanto da farli sembrare tappabuchi per momenti morti, sebbene tra questi nel finale vi sono alcuni essenziali per lo snodo della trama.

Maine e Lucy infatti sono maggiormente caratterizzati forse aiutati dal ruolo che ricoprono nella storia in quanto rispettivamente mentore e flirt del protagonista. Maine è un personaggio molto ispirato, che raccoglie tutti gli elementi del cyberpunk, una via di mezzo tra Terminator e Batou, sebbene non riesce a scalare l’altissima vetta dell’iconicità di questi personaggi che rappresentano l’essenza di questa tipologia.

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Lucy

Lucy è senza dubbio il personaggio enigmatico e complesso. L’estetica è da urlo e quando Edgerunners si ribella ai limiti di Netflix ed entra nel Cyberpunk puro la mostra in tutte le sue forme senza però dimenticare l’impatto emotivo e la potenza espressiva del suo volto. L’interessante dualismo di donna indipendente e forte e donna fragile e desiderosa di essere compresa e amata è una delle caratteristiche migliori e che più ha avuto impatto sulla storia.

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Rebecca ispiratissima da Harley Queen di Margot Robbie

Una piccola curiosità è su Rebecca , personaggio che sembra fortemente ispirato a quello di Harley Queen di Margot Robbie, ma che nonostante sia veramente simpatica risulta un personaggio spesso piatto e poco costruttivo per la trama.

Abbiamo citato Batou, personaggio iconico di Ghost in the Shell serie da cui Trigger Studio (scelta azzeccatissima quella di Netflix) probabilmente ha preso spunto per disegni e humor (anche se GOS era molto più cupa) insieme ad altre serie del genere come Cyber City Oedo 808, Ergo Proxy e Psycho-Pass e Akira (David pare fortemente ispirato a Kaneda). Sebbene la serie sia scorrevole, tratti temi quali differenze sociali, violenza,distopia e nel totale funziona e piace, lascia la sensazione di manchevolezza per divenire un cult come lo sono state serie precedenti del genere.

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Faraday

L’andamento di Edgerunners è lineare: Dopo essere partita col botto, sale mano mano per preparare lo spettatore ad un finale da capogiro, ma che incredibilmente delude. Lo scontro finale tra David e il leggendario Cyber-criminale al servizio di Faraday (anch’egli nel totale non molto incisivo) non rispetta le aspettative forse per favorire una probabilmente giusta e coerente fine del protagonista.

Nulla da dire invece sull’impatto emotivo della storyline di David e Lucy che regalano emozionanti momenti da subito sino alle battute finali, quando Lucy grazie all’ultimo gesto d’amore di David riesce a coronare il suo sogno di andare sulla Luna.

E sulle note speciali di I Really Want to Stay at Your House vediamo forse la scena più toccante nonché punto emozionale più alto della serie, con Lucy che guardando il sole, rivede i momenti passati nella sua BD con David.

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Commento finale

Cyberpunk Edgerunners è stata la mossa più azzeccata di CD Project riuscendo ad ottenere un incremento delle vendite e del numero di videogiocatori di Cyberpunk 2077 proprio grazie all’uscita su Netflix della serie spin-off del gioco.

Al netto di alcune imperfezioni, e di personaggi che nonostante siano un tantino trascurati risultano nel complesso riusciti, la serie – apprezzatissima anche da volti noti come Hideo Kojima – riesce a fare breccia, soprattutto nel cuore di chi ha già amato la storia di V e Johnny Silverhand.

Nel complesso è una serie animata godibilissima e meritevole di ulteriori sviluppi, che con l’enorme potenziale dell’universo del franchise e della futuristica città Night City può durare negli anni oltre che puntare molto in alto.

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STRANGER THINGS 4: BREVE RECAP

Stranger Things è una serie televisiva statunitense del 2016, ideata da Matt e Ross Duffer e prodotta da Camp Hero Productions e 21 Laps Entertainment per la piattaforma di streaming Netflix. Arrivata alla sua quarta stagione, la serie sarà distribuita in 2 volumi di cui il primo a partire dal 27 maggio sulla piattaforma californiana.

In occasione dell’imminente uscita facciamo un breve recap e alcune considerazioni su cosa dobbiamo aspettarci.

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Prima stagione : Come tutto ha inizio

Il 6 novembre 1983 a Hawkins, una remota e tranquilla cittadina dell’Indiana, il dodicenne Will Byers, membro di un ristretto gruppo di quattro amici fraterni, sparisce in circostanze misteriose; contemporaneamente, in un laboratorio segreto nei pressi della cittadina, un’inquietante creatura crea il panico.

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Will, Mike, Dustin e Lucas

Una ragazzina dai capelli rasati dotata di poteri psicocinetici approfittando del caos generato dalla creatura scappa dal laboratorio, fino ad imbattersi in un gruppo di amici in cerca di Will: Michael “Mike” Wheeler, Dustin Henderson e Lucas Sinclair.

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Undi

La ragazza, con non pochi timori si presenta mostrando il numero undici tatuato sul suo braccio, legando da lì a poco con Mike, il quale da lei rifugio nascondendola nella sua abitazione. Il ragazzino, inoltre, da lei l’affettuoso abbreviativo “Undi” (“El” nella versione originale).

Undi , che è a conoscenza di cosa è accaduto a Will, aiuta i ragazzi a cercarlo spiegando loro che Egli è finito in un’altra dimensione, chiamata “Sottosopra”.

Cos’è il sottosopra in Stranger Things

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Il Sottosopra in Stranger Things è una dimensione alternativa parallela al mondo che conosciamo. Essa è popolata da mostruose creature e altri organismi viventi, quali flora e fauna, tutti connessi e collegati fra loro e controllati da un super organismo pensante (il Mind Flayer).

Le indagini della polizia locale, guidate dall’agente Jim Hopper, sono intanto ostacolate dal laboratorio di Hawkins, che inscena anche una finta morte del bambino. La madre di quest’ultimo, Joyce, attraverso strani avvenimenti nella propria casa, capisce che c’è un modo per poter comunicare con il figlio.

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Joyce trova un modo per mettersi in contatto con Will

Durante l’arco narrativo di questa prima stagione vedrà convergere in un finale nel quale tutti insieme lavoreranno duro per trovare Will, mentre gli agenti del dottor Martin Brenner, proveranno in ogni modo a nascondere gli strani avvenimenti nella cittadina e di catturare nuovamente Undici.

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Hopper e Undi

Seconda stagione

Will ormai tornato a casa, ha strane visioni del Sottosopra e di una mostruosa creatura che lo perseguita: il Demogorgone. Mike, Will, Dustin e Lucas fanno la conoscenza di Maxine (detta Max), una ragazza appena trasferitasi dalla California insieme all’insolente fratellastro Billy. Jonathan e Nancy provano a rendere giustizia alla morte di Barb (loro amica) rendendo pubblica l’esistenza del laboratorio segreto.

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Will e le sue visioni
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Visioni del sottosopra

Undi nel frattempo è tenuta nascosta e al sicuro da Hopper, ed impaziente di rivedere i suoi amici. Così mentre Hopper aiuta Joyce con i problemi di Will, Undi intraprende un viaggio che la porta alla conoscenza delle origini della madre Terry Ives, scoprendo le origini dei suoi poteri. Nel finale di stagione Undi finalmente si riunisce al gruppo per aiutare Will ormai vittima del controllo del Mind Flayer.

Terza stagione: Stranger Things approccia al mondo adulto

Siamo nel 1985, i ragazzi pre-adolescenti vedono Max e Lucas e Mike e Undi fare coppia fissa. Will che ora vede gli amici avere interessi differenti dai suoi , si sente isolato, insieme all’amico Dustin, che però tornato dalle vacanze estive ha fatto la conoscenza della sua prima cotta: Suzie.

L’apertura di un grande centro commerciale, concentra la maggior parte delle attività al suo interno, ma ben presto si rivelerà tutt’altro. Esso è infatti un progetto militare sovietico top secret, che ha come obiettivo quello di riaprire il varco che unisce il nostro mondo al sottosopra. Tutto questo porta al risveglio del “Mostro Ombra”, che si impossesserà del corpo di Billy, servendosene per accrescere il suo potere.

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Dopo una serie di incredibili eventi che vedono Steve, Dustin, Erica e Robin scovare la verità infiltrandosi nel centro militare, arrivano allo scontro finale con il mostro. Infatti, dopo aver inizialmente catturato Undi e ucciso Billy (che si sacrificherà in un momento di lucidità indotto da Undi) , sarà a sua volta ucciso dopo che Joyce azionerà la macchina creata dai russi, che vedrà però apparentemente anche la dipartita di Hopper.

Stranger Things 3

Cosa aspettarsi ora? Un serie dai toni più maturi e ancora più horror …

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In un’intervista Charlie Heaton ha dichiarato che la quarta stagione di Stranger Things sarà “Una stagione molto più forte, siamo cresciuti noi, i fan, ma anche la trama. Se la prima stagione era più tipo Goonies questa è sicuramente più tipo Nightmare“.

Insomma la serie prenderà una direzione molto più oscura, anche se anche nelle precedenti stagioni le “avvisaglie” c’erano state con alcune scene a sfondo orrifico.

La serie dei fratelli Duffer si colloca sicuramente tra i prodotti più belli mai realizzati negli ultimi anni. La trama e soprattutto per l’incredibile cura ai dettagli sono il marchio di fabbrica. Infatti la critica ha lodato fotografia,colonna sonora, costumi e le citazioni iconiche a film cult tipici degli anni ’80.

Ricordiamo che nelle sequenze finali della terza stagione veniamo a conoscenza che in realtà Hopper è prigioniero dei russi, e quindi ancora vivo. Il gruppo di amici invece si separa con la famiglia Joyce e Byers lasciando Hawkins per andare in California.

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Insomma, siamo pronti per prepararci alla volata finale, che ricordiamo terminerà con la Stranger Things 5.

La curiosità sulla modalità del passaggio al genere prevalentemente horror è tanta e non vediamo l’ora di immergerci nuovamente nel mondo fantastico di Stranger Things.

Qui in basso il trailer della prima parte della nuova stagione.

E voi, avete visto le precedenti stagioni? Siete in Hype come noi? Fatemi sapere con un commento!

Fearless - ECCO LE PROSSIME SERIE TV TRATTE DA VIDEOGAMES 25
ECCO LE PROSSIME SERIE TV TRATTE DA VIDEOGAMES

Ormai i videogames sono sempre più fonte d’ispirazione per le nuove produzioni. Dopo i recenti Sonic, Resident Evil,Uncharted e The Last Of Us , ecco alcuni degli adattamenti dei videogames più attesi.

HALO (dal 24 marzo su Sky/NowTv)

Fearless 1 - ECCO LE PROSSIME SERIE TV TRATTE DA VIDEOGAMES 26

Halo è l’adattamento della fortunata serie omonima di videogames di genere sparatutto in prima persona di genere fantascienza militare prodotta e sviluppata inizialmente da Bungie, per poi essere sviluppato dal quarto capitolo ad oggi da 343 Industries.

Come nei videogiochi il protagonista delle serie è John-117 alias Master Chief, soldato scelto facente parte del gruppo Spartan, a sua volta parte dell’United Nations Space Command. La storia si concentrerà in particolare nel 26° secolo durante un conflitto tra uomini e una razza aliena noti come Covenant.

Il cast principale è composto da Pablo Schreiber (“American Gods”) nel ruolo del super soldato Master ChiefNatascha McElhone (“Californication”) nei panni della dottoressa Halsey, mente brillante, donna tormentata che ha creato i super soldati Spartan e Jen Taylor nei panni di Cortana, l’IA più avanzata nella storia umana che potrebbe essere determinante per il futuro della razza umana.

God Of War (TBA)

Fresco di annuncio, il mondo di God Of War sarà presto prodotta da Amazon. L’onnipotente franchise che racconta le leggendarie avventure di Kratos, sarà adattato dai creatori di The Expanse Mark Fergus e Hawk Ostby affiancati da Rafe Judkins, creatore di The Wheel of Time (altro prodotto Amazon). Sebbene non ci sia ancora l’annuncio ufficiale, la forte volontà di Amazon di investire in IP del genere e quella di Sony/Playstation di portare i suoi brand anche fuori dal mondo dei videogames (vedi Uncharted e The Last of Us) da ottime speranze.

A questo punto resterebbe da capire chi potrebbe vestire i ruoli di un personaggio così carismatico e maestoso come Kratos e soprattutto se la storia sarà la continuazione degli ultimi eventi del gioco.

Noi in ogni caso abbiamo la nostra proposta.

Kratos TomHardy

Tomb Raider (TBA)

Non si hanno ancora molte notizie. Attualmente sappiamo solamente che si tratterà di una serie (probabilmente animata),annunciata da Netflix in occasione del 25esimo anniversario del franchise. La storia sarà ambientata immediatamente dopo gli eventi della trilogia di Square Enix e sarà prodotta da Legendary Entertainment e sceneggiata da Tasha Huo (The Witcher) con la collaborazione di DJ2. Quest’ultima è specializzata in serie televisive animate.

Cyberpunk: Edgerunners (2022)

locandina di Cyberpunk: Edgerunners

Netflix ancora una volta attinge da CD Project RED. Il distributore californiano ha affidato la produzione a Trigger Studio per una serie composta da 10 episodi. A far da sfondo, la coloratissima e futuristica Night City. Il protagonista della storia sarà un nomade (categoria selezionabile nel gioco), ragazzo di strada che dovrà farsi largo nella città ultra tecnologia e cibernetica. Fortemente deciso a sopravvivere, sceglierà la strada dei edgerunners, mercenari fuorilegge meglio noti come cyberpunk.

Captain Laserhawk: A Blood Dragon Remix (Far Cry TBA)

Blood Dragon

Basata sullo spin-off Blood Dragon, anche Far Cry sbarca sul piccolo schermo. Prodotto da Adi Shankar , la serie animata dalla durata di 6 episodi. Quest’ultima riprenderà il look retro-futuristico del gioco. Dichiarazione intrigante è quella che Shankar ha riferito, quando ha parlato di :


“Una sorta di universo condiviso con le altre proprietà Ubisoft su Netflix.”


Tom Clancy’s The Division (2022)

The Division

Il numero di titoli che vedono collaborare Netflix e Ubisoft è davvero notevole. Quest’anno dovrebbe arrivare un film dalla produzione di alto livello diretto da David Leitch che garantirà spettacolo. Attore,poduttore e stuntman, è famoso per le sue spettacolari scene di combattimento viste in film quali Deadpool 2 , John Wick e il prossimo all’uscita Bullet Train.

Con protagonisti Jake Gyllenhaal e Jessica Chastain, la storia riprende quella del videogioco, che vede sprofondare New York nel caos , in seguito ad un virus diffusosi attraverso le banconote durante il giorno del black friday.

Splinter Cell (2022)

Splinter Cell

L’amatissimo agente Sam Fisher finalmente avrà la sua versione televisiva. Franchise rimasto un po’ nell’ombra negli ultimi anni, torna alla ribalta con una serie animata prodotta e sviluppata sempre in collaborazione tra Netflix e Ubisoft.

Per il lancio sono state già ordinate 2 stagioni per un totale d 16 episodi che racconteranno due storyline indipendenti. Non vi sono tantissime altre informazioni, se non che a curare il tutto ci saranno Derek Kolstad, sceneggiatore e ideatore di John Wick (e questo ci fa ben sperare) e che l’uscita è prevista entro il 2022.

Il doppiatore e attore italiano Luca Ward, ha da subito mostrato il suo entusiasmo e suonato la carica in vista del ritorno dell’iconico personaggio come si evince da un suo post di qualche tempo fa.

Per ora è tutto … E voi, siete contenti di questi annunci? Quale altro adattamento guardereste con piacere? Scrivetelo nei commenti.

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LOCKE & KEY : LA RECENSIONE (St. 2)

Locke & Key è una serie televisiva statunitense, creata da Joe Hill e basata sull’omonima serie di comic book di Hill. La serie ha debuttato su Netflix il 7 febbraio 2020.

LOCKE & KEY
La copertina della nuova edizione del comic
Joe Hill - LOCKE & KEY
Joe Hill

Per chi non lo sapesse Joe Hill è il nome d’arte di Joseph Hillström King, o meglio il figlio di Stephen King. Basterebbe già soltanto questo per convincere gran parte degli amanti e conoscitori dei racconti horror e fantastici a guardare questa serie.

Dopo un’iniziale interessamento nel 2010 da parte di Fox e di Hulu nel 2017 per la realizzazine della serie, nel 2018 Netflix rompe le righe ordinandone la realizzazione per l’intera saga fumettistica.

Di cosa parla Locke & Key (trama e cast)

La storia di questa serie fantasy ruota attorno alla vita di tre fratelli, che dopo il macabro assassinio del padre, si trasferiscono nella sua casa di famiglia in Massachusetts, nella quale scoprono chiavi magiche che danno loro una vasta gamma di poteri e abilità. Quello che non sanno, però, è che anche un demone vuole le chiavi e non si fermerà davanti a nulla pur di ottenerle.

LOCKE & KEY casa
Villa Locke

A comporre il cast principale vi sono Connor Jessup, Emilia Jones, Jackson Robert Scott nei rispettivi panni dei tre fratelli Tyler,Kinsey e Bode Locke, mentre Darby Stanchfield nei panni della madre Nina Locke. A completare il cast ci sono Laysla De Oliveira(Dodge),Griffin Gluck(Gabe),Hallea Jones(Eden Hawkins),Aaron Ashmore(Duncan Locke),Brendan Hines(Josh Bennett dalla stagione 2) e Petrice Jones(Scot Cavendish).

La serie con la prima stagione ha guadagnato subito il consenso del pubblico. Su Rotten Tomatoes la prima stagione della serie ha ottenuto un punteggio di approvazione del 66% basato su 61 recensioni, con un punteggio medio di 6.58/10.

Locke & Key : Ambientazioni,effetti e fotografia …

Le ambientazioni sono abbastanza fedeli al fumetto. Villa Locke è praticamente identica, e i grandi spazi e la piccola cittadina di Lunenburg (piccola cittadina della Nuova Scozia,Canada) è lo sfondo perfetto per raccontarne le avventure.

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LOCKE & KEY Dodge fumetto
Dodge nel fumetto
LOCKE & KEY Dodge Attrice
Dodge nella serie
LOCKE & KEY Bode
Bode

La caratteristica interessante della serie è certamente l’atmosfera a sfondo thriller/horror(ma senza esagerare) che avvolge le dinamiche della storia. Inoltre i temi quali la famiglia, amicizia, amore, lealtà e la metafora della crescita e maturazione dei ragazzi sono trattati in maniera intelligente rendendo la serie fruibile a tutte le persone indipendentemente dall’età.

I colori sono sempre al punto giusto, nel vestiario dei personaggi, nel colore delle case, il contrasto tra la neve con i giubbotti indossati dai protagonisti, il bagliore blu della magia , (e tanto altro) sono un vero piacere per gli occhi accompagnato da una interessante e ben congeniata fotografia che è la ciliegina sulla torta, merito soprattutto di un grande lavoro di luci e ombre del cast tecnico.

Che dire … Un impanto visivo davvero fantastico!

I sentimenti, gli affetti, i ricordi , la crescita e conoscenza personale

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Locke&Key non è solo magia e avventura fantasy, ma soprattutto una storia intensa dove è sempre percepibile il sentimento che pervade ogni personaggio.

I ricordi assumono un significato così importante da essere tangibili, in una storia che ci da una rappresentazione di essi davvero originale ed emozionante.

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AND THE AWARD OF BEST CHARACTER OF THIS SHOW GO TO …

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La scelta delle musiche …

Una vera chicca è la scelta delle musiche. Dal motivetto della sigla , alle musiche che accompagnano la suspense, sino alle grandi hit del mondo pop della musica. Locke & Key tra uno spavento, un’emozione e una risata ci fa anche … Ballare!

Un comparto sonoro davvero accattivante e accurato che rende ogni immagine, sequenza e avvenimento avvincente.

Ecco una playlist che raccoglie tutte le musiche delle prime 2 stagioni.

Vi invitiamo inoltre a seguirci per tanti altri articoli e recensioni in particolare seguiranno articoli di curiosita e analisi con spoiler della serie. - LOCKE & KEY : LA RECENSIONE (St. 2) 39
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Planet Arcadia 1 - IL LEGAME (2020) : CIO' CHE NON TI UCCIDE, TI LEGA 41
IL LEGAME (2020) : CIO’ CHE NON TI UCCIDE, TI LEGA

Il legame è un film del 2020 diretto da Domenico de Feudis.

Il film reppresenta l’esordio per il regista, con protagonista Mía Maestro e Riccardo Scamarcio, prodotto da Indigo Film e Ht Film e distribuito sulla piattaforma Netflix. Esso è liberamente ispirato al saggio di antropologia Sud e magia di Ernesto de Martino.

Ernesto De Martino

De Martino  nel 1959, analizza alcune zone del sud Italia tra cui BasilicataCampania e Calabria per capire quanto la magia sia radicata nella cultura popolare. In particolare nella pellicola viene trattato il fenomeno della fascinazione.

Fascinazione

Con fascinazione si intende una condizione psichica di impedimento e inibizione dovuta ad un senso di dominazione da parte di un’altra entità, con cui si perde autonomia. Essa necessita di una vittima e di un agente fascinatore. Se esso è umano si parla di malocchio, cioè un’influenza maligna causata da uno sguardo invidioso da parte di un’altra persona.

Sud e magia di Ernesto de Martino

Cos’è la fascinazione

Nel suo libro de Martino ci parla del fascino (o fascinazione o malocchio o fattura), una condizione che implica un agente (una persona fisica o uno spirito maligno) e una vittima.

Come avviene la fascinazione

La fascinazione può dunque avvenire anche involontariamente e spesso solo attraverso lo sguardo: in molte formule contro la fattura si ricorda proprio l’elemento dell’occhio malevolo (basta pensare alla filastrocca napoletana “Uocchij, maluocchij, prezzemolo e finocchio, aglie, fravaglie, a fattura ca nun quaglia” o a quella più famosa detta da Lino Banfi ne ‘L’allenatore nel pallone”).

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Ernesto de Martino (1908 – 1965)

Fascinazione come allucinazione

L’autore nel suo saggio parla della fascinazione anche come forma di allucinazione e di possessione descrivendo casi di legature notturne: persone svegliatesi con lividi o legate al letto o che avrebbero sperimentato di notte uno stato di paralisi cosciente durante vessazioni fisiche di spiriti. Probabilmente secondo lo studio, la credenza diffusa di questo evento è dovuta al voler motivare lo stato emotivo-cognitivo di un individuo che in situazioni estreme quali gravi malattie,fame,situazioni di grave difficoltà o la morte durante il quale la persona era come assente e/o estranea alla realtà o non completamente cosciente e padrone delle sue scelte. Cefalalgia, sonnolenza, spossatezza, rilassamento, ipocondria spesso accompagnano la fascinazione: ma l’esperienza di una forza innominabile e funesta resta il tratto caratteristico.

Riassumendo …

Detto ciò possiamo quindi dire che la credenza nella fascinazione si basa su due fondamenti.

  1. l’esistenza di forze oscure (naturali e sovrannaturali) che sovrastano l’esperienza umana e possono incidere negativamente su di essa;
  2. la possibilità che persone possano agire a danno di altri esseri umani.

Per questo in chi crede vi è la necessità di attribuire a qualcuno (colui che è magico) il potere di contrastare quelle forze e le cattive intenzioni di chi ne fa uso. In tal senso vi è l’operatore, che viene identificato dalla comunità come dotato di poteri magici, il trattamento che egli riserva può conseguire degli effetti positivi e a volte risolutivi.

Il legame - Giulia Patrignani
Giulia Patrignani in una scena del film

Un horror completamente italiano …

Il legame è interamente girato in Puglia, in particolare tra Selva di Fasano e Monopoli. Tra gli attori protagonisti vediamo Riccardo Scamarcio nei panni di Francesco, che per la prima volta porta la sua compagna Emma e Sofia(figlia di lei) a conoscere sua madre Teresa che vive in un’antica villa immersa tra gli ulivi, nel sud Italia.

Regia

Il ritmo della storia è ben calibrato, riuscendo a tenere alta l’attenzione lo spettatore oltre che la suspense. I personaggi sono ben coadiuvati, grazie anche alle buone scelte del regista per l’esposizione dei fatti.

De Feudis, riesce a creare un’atmosfera perfetta sfruttando a pieno le ambientazioni suggestive del paesaggio pugliese. Le campagne e gli alberi di ulivo, la casa dai soffitti alti, le porte scricchiolanti, i lunghi corridoi notturni e l’oscurità delle grotte, sono la giusta cornice per la storia che il regista vuole raccontarci.

Il legame - Bosco

Il legame : Una sceneggiatura “donna”

La sceneggiatura (curata dallo stesso regista), pone al centro di tutto la compagine femminile. Le donne sono coloro che muovono le fila della storia. Emma e sua suocera Teresa rappresentano due epoche lontane tra loro. Emma rappresenta ciò che è il mondo d’oggi e Teresa rappresenta ciò che sappiamo che è stato, e ciò che in segreto ancora esiste: il folklore.

Il legame - Mariella Lo Sardo
Mariella Lo Sardo è Teresa
Il legame - scena del pranzo
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De Feudis rilancia l’horror italiano

Chiunque abbia visto qualche film horror, sa che in Italia non ha mai funzionato. Era dai tempi di Profondo Rosso e Suspiria che in Italia non guardavamo un film horror degno di nota.

Che sia chiaro, Il Legame non è neppur lontanamente paragonabile ai capolavori di Dario Argento, ma regala grandi speranze per il futuro, con una sorprendente performance di Giulia Patrignani (ragazzina all’esordio) e di Riccardo Scamarcio, che riesce a far dimenticare al pubblico il bad man tormentato e desiderato dalle donne a cui siamo abituati.

Da premiare è sicuramente la scelta di portare sullo schermo un tema affascinante (e non usiamo questa parola a caso) come i riti popolari. Purtroppo però dopo un’ottima introduzione della storia e una buona parte centrale, l’opera d’esordio del regista si perde nel finale lasciando un senso di incompiutezza.

il legame recensione sugarpulp - IL LEGAME (2020) : CIO' CHE NON TI UCCIDE, TI LEGA 46

Due occhi ti hanno fissato nei miei, ti vogliono aiutare. Io ti attacco al sangue fascinato per vedere dove si è celato. È sangue della tua natura, fino alla sepoltura.

~Sabrina
IL NOSTRO VOTO - IL LEGAME (2020) : CIO' CHE NON TI UCCIDE, TI LEGA 47
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MIDNIGHT MASS: Cosa accade dopo la morte?
Midnigh Mass locandina

“Non è stato un atto di Dio … “

~ Riley Flynn

La trama di Midnight Mass

Midnight Mass è la miniserie televisiva statunitense creata e diretta da Mike Flanagan adattando l’omonimo romanzo di F. Paul Wilson pubblicato il 1º novembre 2004 per la piattaforma Netflix.

Riley Flynn dopo l’arresto per omicidio stradale in stato di ebrezza, torna a Crockett Island, piccola e isolata comunità con una esigua popolazione.

L’arrivo di un nuovo giovane prete, Padre Paul, sconvolge l’esistenza della piccola comunità con il suo travolgente carisma e, soprattutto, con una serie di miracoli che fanno sorgere più di un interrogativo in Riley, ormai ateo dopo gli eventi che ne hanno sconvolto l’esistenza, e che scatenano un revival religioso nell’intera comunità, mentre una presenza oscura e misteriosa si aggira per l’isola.

Cast e struttura della serie

Anche con Midnight Mass Flanagan fa ancora una volta affidamento sull’ossatura del cast di Hill House e Bly Manor con Henry Thomas,Kate Siegel e Rahul Kohli. A completare il cast principale vi sono  Zach Gilford,Hamish Linklater,Samantha Sloyan,Kristin Lehman e Annabeth Gish.

La serie è strutturata in 7 episodi dalla durata di un’ora intitolati con i nomi dei libri della Bibbia cristiana.

Midnight Mass - Padre Paul
Padre Paul [Hamish Linklater]

Regia e ambientazoni in perfetto stile Stephen King

Flanagan ancora una volta conquista il pubblico. L’ambientazione dell’isola di Crockett funziona davvero bene, evocando l’atmosfera misteriosa di città dell’immaginario come il Maine, la città in cui si svolgono la maggior parte delle storie del re dell’horror Stephen King (qui puoi trovare alcuni adattamenti cinematografici tratti dai suoi romanzi).

La regia si discosta leggermente dai lavori precedenti, tenendo un ritmo più lento e dando maggior spazio all’introspezione dei personaggi, dove richiederà maggior pazienza agli amanti dell’horror puro e dall’elevato contenuto di suspense.

Midnight Mass - Crocket Island

Sceneggiatura

La trama di Midnight Mass è intrigante, caratterizzata dal folklore e dal costante dubbio che attanaglia gli uomini dinanzi al concetto della fede e della sua posizione nella vita. Sarà difficile in certi momenti della serie non pensare di abbandonarne la visione, quando i monologhi tra i protagonisti prenderanno il largo e la scena, ma probabilmente la voglia di sviscerare ogni argomento e ogni mistero che aleggia sull’isola, sarà più forte.

In questo racconto horror atipico, gli attori sono davvero affascinanti, tutti ben collocati nella storia (con qualche piccola eccezione) e riescono a trasmettere perfettamente le sensazioni che il regista vuole. Persone che sperano in una seconda possibilità,chi è completamente devoto alla chiesa, chi scettico, differenze di razza e religione, dove il confine tra bene e male, giusto e sbagliato, fede e fanatismo è davvero sottile.

Midnight Mass - cast

Per chi non avesse visto la serie, può guardare il trailer qui sotto e pertanto invito a non continuare la lettura per non incappare in spoilers.



SPOILER alert - MIDNIGHT MASS: Cosa accade dopo la morte? 49
Midnight Mass - Scena con Padre Paul

“Tendiamo a non gradire il mistero … più cose sappiamo, meno ci pieghiamo…

Più fragili diventiamo, più facile è spezzarsi…”

~ Padre Paul [Hamish Linklater]

COSA ABBIAMO APPREZZATO

1) LA CONTINUITÀ DEL LAVORO DEL REGISTA.

Dopo il tema della famiglia raccontato in Hill House,l’amore in Bly Manor, in Midnight Mass incentra la storia sulla religione. I temi utilizzati sono per la maggior parte i tre cardini su cui si basa la vita di un essere umano.

2) L’IDEA DELLA SUDDIVISIONE DEGLI EPISODI SECONDO I LIBRI DELLA BIBBIA.

3) IL CONFRONTO ISLAM/CATTOLICESIMO

il pregiudizio verso gli islamici e come è difficile per loro l’integrazione nella società dopo l’11 settembre. Un tema davvero attuale, raccontato forse per la prima volta in maniera intelligente senza stereotipare e dove non è un elemento narrativo negativo. Davvero avvincente e ben costruito il dibattito che avviene tra Bev (cattolica fervente) e Omar (devoto alla religione islamica).

Midnight Mass - dibattito in classe

4) IL CONCETTO DI “MORTE” raccontato dal regista attraverso la chiacchierata tra Riley ed Erin.

Midnight Mass - monologo sulla morte

5) I RIFERIMENTI E GLI OMAGGI che il regista fa alle sue serie create e dirette in precedenza,a grandi cult e ad una delle sue maggiori fonti d’ispirazione: Stephen King.

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Tre storie, tre coppie che provano a tutti i costi a restare uniti con i propri figli.

6) LA PERFORMANCE ECCEZIONALE DI SAMANTHA SLOYAN

L’attrice che interpreta Bev, principale antagonista della serie. Ella è un membro fanatico della chiesa di San Patrick nonché figura chiave nella comunità di Crockett. Ma nonostante ciò non è ben vista dai suoi compaesani, che in più occasioni testimoniano la sua natura maligna. Il suo personaggio è subdolo,senza scrupoli e pronta a tutto per servire e venerare colui che vede come segno della Seconda Venuta.

Una performance eccezionale, che mette a nudo l’estremismo e il fanatismo che spesso è nei religiosi più convinti. Un personaggio non semplice, che è facile odiare, ma impossibile non amare cinematograficamente parlando.

7) L’ORIGINALITÀ CON CUI VIENE SVELATO IL FINALE

Sebbene la narrazione porti a pensare che Riley sia l’eroe che fisicamente risolverà la situazione, come già ci ha fatto vedere nelle sue precedenti produzioni, Flanagan ci sorprende facendo morire ben 2 episodi prima della fine proprio il protagonista, che grazie ai sentimenti che pone in Erin la smuove in cerca di una soluzione definitiva. Inoltre anche se poco apprezzato al primo impatto (troppo in stile musical), l’introduzione al finale viene mostrato con l’immaginario della Via Crucis,simbolo del percorso doloroso del figlio di Dio,sequenza che per i nostalgici dei cult non può che ricordare un colosso come L’esorcista (1973) di William Friedkin.

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COSA NON ABBIAMO APPREZZATO

1) IL TRUCCO

utilizzato per i personaggi anziani. Così pessimo da rendere poi prevedibile ogni avvenimento successivo. Una volta compreso che il sangue della belva ringiovanisce le persone, allora tutto diventa lapalissiano. Un vero peccato, una cosa che proprio non siamo riusciti a mandare giù per una serie di questo livello.

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2) IL RITMO DI NARRAZIONE

che soprattutto nei primi episodi risulta troppo lenta,con tanti monologhi,molti dialoghi che però solo apparentemente paiono fini a se stessi.

3) LA RAPPRESENTAZIONE DELL’ANGELO

che sebbene rappresenti in realtà il male, rende tutto un troppo grottesco e banale, quando avrebbero potuto sfruttare maggiormente la figura di Paul come incarnazione del male.

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4) LA PASSIVITÀ DI MOLTI PERSONAGGI

che non si pongono quasi mai domande dinanzi ai fatti palesemente strani e dubbi che avvengono sull’isola. Tra tutti Annie, madre di Riley che nonostante spesso si trova dinanzi a situazioni ambigue sembra non accorgersi mai di nulla. Si supera addirittura quando Erin alla disperata ricerca di Riley con cui doveva incontrarsi la sera precedente, chiede ad Annie se il figlio fosse in casa e lei senza esitazioni anziché allarmarsi la caccia via.

Conclusioni

Midnight Mass è un horror atipico, un genere che vero e proprio horror non è ma che fa delle sue atmosfere la colonna portante. Ancora una volta Flanagan non ha paura di portare la sua visione, senza cadere nei cliché, raccontando una storia dell’orrore senza uso massivo di scene splatter,jump-scare e trucchi simili. Come ci ha già abituato racchiude temi importanti come amore,perdono,famiglia,religione e sensi di colpa, in un quadro dalla cornice tenebrosa (grazie anche ad una bellissima fotografia) per trasmettere infine un messaggio più profondo.

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Squid Game (2021): Mai più giochi per bambini …

Squid Game è una serie televisiva sudcoreana, scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk. La serie è stata distribuita in tutto il mondo sulla piattaforma di streaming Netflix a partire dal 17 settembre 2021 ottenendo un enorme eco mediatico.

L’incredibile impatto social ha fatto si che persone inizialmente riluttanti o non interessate, guardassero la serie nonostante fosse solamente sottotitolata in italiano. Hwang ha raccontato che la storia è fondata sulla base delle sue personali difficoltà giovanili, oltre che alle disparità socio-economiche vigenti in Corea del Sud. 

Nonostante la serie è stata distribuita nel 2021, la sceneggiatura risale a molti anni prima. quando è stata scritta per la prima volta nel 2008. L’autore infatti fece fatica a trovare dei produttori disposti a finanziare l’opera, finché Netflix si mostrò interessato, in modo da espandere offerte di intrattenimento provenienti da Paesi esteri.

La serie si può definire un thriller action/drama composta da 9 episodi dalla durata che varia dai 32 ai 62 minuti. Il cast è ovviamente composto da attori conosciuti per la maggiore in Corea.

In particolare Hwang chiese agli attori  Gong Yoo e Lee Byung Hun che avevano lavorato ai suoi film precedenti,(rispettivamente Silenced e The Fortress), di apparire in piccoli ruoli all’interno della serie. Probabilmente questa scelta fu dettata dalla loro fama nazionale per dare un maggiore appeal alla serie.

Ma di cosa parla e cosa rende così accattivante Squid game ?

Squid Game

Trama

La serie, narra la storia di un gruppo di persone che in condizioni economiche disperato vengono invitati a partecipare ad un gioco che ha in palio 45600000000 , (circa 33 milioni di euro). Ciò che sembra un semplice gioco a premio si trasforma in un vero incubo.

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Biglietto di invito per la partecipazione al gioco

Per chi non avesse ancora visto la serie e non vuole incappare in spoiler consiglio la visione del trailer e di tornare alla lettura della recensione solo in seguito.

trailer ufficiale

Avete un’ultima possibilità di scegliere. Volete tornare alle vostre vite schifose, a farvi inseguire dai creditori? O volete cogliere l’ultima occasione che vi stiamo offrendo?

Guardia
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Guardie

Regia

La regia è probabilmente insieme alla sceneggiatura il punto di forza di queste serie. Gli episodi sono strutturati in maniera intelligente nello stile che ricorda molto le serie degli ultimi anni (vedi La Casa di carta), tenendo lo spettatore col fiato sospeso e con la voglia di scoprire cosa accade subito dopo. Una narrativa serrata,una storia eccitante e un’atmosfera tesissima (che si avverte a partire dai minuti finali del primo episodio), sono il leitmotiv della serie coreana.

Non è un caso se dopo il pluripremiato Parasite, ci troviamo ancora a parlare di un prodotto sudcoreano. Parasite ha riscosso il successo meritato grazie ad una storia di denuncia e grazie alla voglia del suo creatore di mettere sullo schermo tutta la sofferenza che vivono i suoi connazionali in una società spaccata in due : ricchi e poveri.

Allo stesso modo (ma più cruento), Squid Game racconta la storia di persone disperate, che per diversi motivi si trovano sul lastrico e mettono a rischio la propria vita in un gioco mortale. È ancora una volta la povertà il filo conduttore che collega Parasite,Squid game e lo spettatore.

Una storia che con il terribile spettacolo dei giochi descrive la vita di moltissime persone che vengono schiacciate dai debiti e dall’ansia di sfuggire ai loro carnefici: I creditori.

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Sceneggiatura

Per quanto noi italiani abbiamo potuto apprezzare dai sottotitoli, i dialoghi sono diretti,espliciti, dal tono crudo e senza far mancare momenti di divertimento (in perfetto stile anime), toccando temi profondi e forti come minoranza,legge del più forte,differenza di razza,genere,povertà,disperazione,avidità e capitalismo. La coralità del cast è una piacevole sorpresa con attori semisconosciuti che forniscono una grande prova con un’interpretazione dei protagonisti notevole.

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Montaggio e fotografia

Anche il montaggio porta a casa il risultato, con scelte accurate e lineari riuscendo a trasmettere perfettamente ogni emozione provata dai giocatori/vittime. La maggior parte delle scene sono state girate in ambienti chiusi facilitando di gran lunga la gestione di ogni elemento in camera. Particolarmente belle e allo stesso tempo strazianti le scene dall’alto e le sequenze in cui nel primo gioco (Un due,tre stella) e nel terzo (gioco nell’episodio “L’uomo con l’ombrello”) vediamo rispettivamente le persone correre nel tentativo di scampare a morte certa e continuare a ritagliare sotto il rombante e ansiogeno suono degli spari. A rendere tutto ancora più bello sono la scelta di colori che esalta ogni cosa.

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I giocatori si rendono conto che non è poi così tanto un gioco …
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Squid Game-game
Episodio “L’uomo con l’ombrello”

Un enorme parco giochi, pieno di colori e giostre per bambini, come la più crudele e infime delle violenze psicofisiche colpisce anche lo spettatore più cinico, quando una guardia spara in testa a un giocatore e il suo cadavere scivola giù dallo scivolo. Una scena che da il via ad una manciata di minuti colmi di suspense.

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Interni della location in cui avvengono i macabri giochi

La serie fa un uso dei colori e delle immagini importante. Lo si può vedere nelle scene delle scale, tutte colorate, ma che confondono e che trasmettono un senso di disorientamento.

I momenti esilaranti che ci regala “La letizzetto della Corea”

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Col un minutaggio corposo, ma al punto giusto non manca di sotto-trame: Storie romantiche, di poliziotti in incognito e malavitosi che diventano bulli da scuola, in ogni episodio la varietà fa si che lo spettatore non abbia mai da annoiarsi.

La scena più triste e commovente della serie

Costumi e colonna sonora

La scelta dei set e i costumi colorati sono stati progettati per dare l’impressione di un mondo per bambini. La scelta di dividere guardie e giocatori con tute di colore diverso è dettata dalla voglia di enfatizzare la differenza tra i due gruppi.

La bambola robot nel primo episodio, è solo uno dei numerosi riferimenti alla cultura della Corea del Sud. Questa è una scelta che come già successo per Parasite denota la voglia del regista di raccontare sotto ogni aspetto il mondo coreano.

Le musiche sono intriganti per una colonna sonora che ormai è in tutti i remix del web.

Se siete curiosi e volete approfondire l’argomento potete cliccare qui per conoscere tutte le curiosità a riguardo.

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Riflessioni, temi e analogie

Squid Game usa la distopia di Hunger Games per evidenziare la disuguaglianze di classe e la crisi della Corea moderna

Nel secondo episodio intitolato inferno” i personaggi tornano alla loro quotidianità dopo aver scelto di interrompere il gioco, ma le condizioni tragiche della loro vita e i debiti che pesano sulle loro teste li portano drammaticamente a tornarci. Essi sono consapevoli che il rischio di morire lì dentro è altissimo, ma pur di non vivere l’inferno della vita quotidiana scelgono di rischiare il tutto per tutto nel tentativo di portare a casa il premio.

Non ho una casa a cui tornare. Qui almeno ho una possibilità, ma là fuori? Là fuori non ho niente. restiamo, continuiamo fino alla fine! Meglio stare qui e morire tentando, che morire là fuori come un cane.

~ n. 322

Hell Joseon , Hell Chosun o Hell Korea è un termine satirico sudcoreano diventato popolare nel 2015. Nato e usato per criticare lo stato socioeconomico della Corea del Sud, è divenuto popolare prima tra tutti tra i giovani coreani dopo i loro dissapori verso la società a causa della disoccupazione e delle condizioni di lavoro.

Inoltre è usato per denunciare le politiche del governo viste come un contributo alla disoccupazione giovanile, alla disuguaglianza economica, all’orario di lavoro eccessivo, all’incapacità di tirarsi fuori dalla povertà anche se lavorano sodo, una società che favorisce l’interesse personale e l’irrazionalità nella quotidianità vita. Inoltre anche il razzismo è un tema trattato, con la storia di Ali che è vittima di sfruttamento sul lavoro da parte del suo datore.

Sembra chiaro quindi che con il secondo episodio il regista voglia evidenziare questo concetto.

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Quando sono tornato qui, ho capito che quello che dicevano era vero. La vita qui è un inferno perfino maggiore.

~ Oh Il-nam n. 001

La fiducia secondo Squid Game

Non ci si fida delle persone perché se lo meritano. Lo si fa perché non hai altri su cui contare.

~ Seong Gi-hum
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In Squid Game la fiducia nelle persone è un altro tema importante. Sin da subito i giocatori devono fidarsi degli altri nel tentativo di sopravvivere, ma allo stesso tempo sono consapevoli che non tutti potranno arrivare fino in fondo, innescando quindi continui dubbi in ognuno di loro.

Nell’episodio 4 “Non si abbandona la squadra ” Gi-hum e i membri della sua squadra si dicono per la prima volta i loro nomi in segno di reciproca fiducia. Nel momento in cui viene detto loro che bisogna formare una squadra di 10 persone, tutti cercano di integrare nel loro team persone forti e in salute a discapito dei più deboli. Gi-hum e Sae-byeok decidono di non abbandonare 001(l’anziano Il-nam) e una giovane ragazza di nome Ji-yeong. Alla fine la fiducia e la genuinità dei 2 li ripaga: L’anziano infatti si dimostra decisivo per la vittoria del gioco dispensando preziosissimi consigli su come vincere al tiro della fune.

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Oh Il-nam n. 001

Il-nam (ormai in punto di morte) chiede a Gi-hun se si fida ancora delle persone dopo tutto ciò che ha vissuto il quale risponde di si. A questo punto gli propone di giocare un’ultima partita con lui per verificare se alle persone è rimasto ancora del buono.

Il protagonista a questo punto, vincerà se qualcuno aiuterà un ubriaco per strada prima di mezzanotte. Un’istante prima di esalare l’ultimo respiro, l’anziano si vede sconfitto, mentre Gi-hun ritrova un bagliore di speranza, dopo aver visto che fidarsi del prossimo non è ancora un errore.

Il monologo di Il-nam e cosa accomuna ricchi e poveri

Quando si scopre che Il-nam è la mente dietro l’operazione del gioco, creato per intrattenere ricchi annoiati, spiega come poveri e ricchi siano accomunati da vite monotone.

Sai cosa hanno in comune una persona senza soldi e una che di soldi ne ha troppi? Per entrambi vivere non è divertente. Se hai troppi soldi, non importa cosa compri,mangi o bevi, tutto alla fine diventa noioso

~ Oh Il-nam n. 001

Un concetto paradossale, che vuole criticare le persone estremamente privilegiate nella società e che non apprezzano la vita e la fortuna che gli permette di godersela a discapito di chi invece non può farlo.

Se la serie ha avuto successo è anche grazie ad alcuni elementi che hanno caratterizzato il cinema degli ultimi anni e che di fatto hanno attirato il pubblico, creando così analogie impossibili da non notare.

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Oh Il-nam n. 001
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Jigsaw 

Oh Il-nam n. 001 a cui è stato diagnosticato un tumore al cervello crea lo squid game e Jigsaw  malato terminale di cancro, decide di vivere gli ultimi anni della sua vita ideando giochi mortali per punire le persone che hanno mostrato disprezzo per la vita. Anche se per motivi diversi, entrambi destinati a morire a breve sono autori di sadici giochi.

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I concorrenti di Squid Game avrebbero potuto essere guardie La teoria scaled 1 - Squid Game (2021): Mai più giochi per bambini ... 76
Guardie di Squid Game

È palese che Squid Game abbia per le tute delle guardie, preso spunto da un’altra serie di successo come La casa di carta. Per non parlare di Sae-byeok, l’eroina del gioco che per tratti caratteriali e alcune caratteristiche fisiche non può non ricordare l’affascinante Tokyo.

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Magari non sarà una scelta voluta, ma a noi nella scena in cui Seong Gi-hum deve scegliere il colore della busta, è parso di rivedere Neo intento a decidere quale pillola ingerire.

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Matrix
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Squid Game

Conclusioni

Poiché Netflix si rivolgeva ad un pubblico globale, le regole dei giochi sono state semplificate per evitare potenziali problemi con la barriera linguistica. Una scelta che si è mostrata eccellente ai fini della distribuzione tant’è che ad oggi Squid Game nonostante non sia doppiata in molte lingue è la serie più vista sulla piattaforma californiana.

La serie coreana è un mosaico di riferimenti nazionali e cultura pop che grazie a questo mix produce un quadro perfetto della società capitalista che non lascia speranza al suo popolo.

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Tutte le curiosità di Squid Game che non conosci

Come discusso anche nella recensione (clicca qui per leggerla), Squid Game è ormai la serie più chiacchierata del globo. Abbiamo quindi deciso di raccogliere tutte le curiosità più interessanti in questo piccolo articolo.

La possibile teoria delle buste colorate

Squid game

Tra le varie teorie su Squid Game, una è davvero interessante : “E se il colore della busta determinasse il ruolo all’interno del gioco?”

Secondo la teoria scegliendo la busta blu/celeste si diventerebbe giocatori, mentre scegliendo la rossa guardie. Infatti sia il nostro protagonista, sia gli altri giocatori scelgono la prima. Questo si può facilmente notare quando vengono mostrati i concorrenti intenti a giocare con il misterioso reclutatore delle buste. Altra bella considerazione è la scelta dei due colori come richiamo alla bandiera coreana formata appunto dai due colori.

Corea del Sud - Tutte le curiosità di Squid Game che non conosci 83

https://www.youtube.com/watch?v=zBrqNQnCWzk

Ddakji , è un gioco tradizionale coreano del sud giocato con tessere di carta piegata. È simile al gioco americano di Pogs che è stato popolare negli anni ’90, ma non c’è un pezzo “slammer” coinvolto nel gameplay. Tutto ciò di cui hai bisogno per giocare sono le tessere ddakji origami piegate.

Il ddakji coreano è un metodo d’intrattenimento utilizzato per i bambini. Piegare le tessere è il movimento base per imparare le tecniche degli origami. Inoltre è anche visto come un modo per interagire con amici, oltre ad incoraggiare a lavorare su abilità sociali come la condivisione, rispettare il proprio turno, e imparare ad accettare che nel gioco si può vincere o perdere.

Squid Game influenza il mondo della moda

Come spesso accade, il cinema o la televisione influenza il mondo della moda e viceversa. Il fenomeno Squid game ha maggiorato notevolmente la vendita delle scarpe Vans Slip On bianche, indossate dai giocatori nella serie e che ora fanno gola a tutti i fan.

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Ma non solo …

La tuta indossata dai giocatori è una tuta risalente alle tute da ginnastica che i bambini indossavano durante le giornate campestri a scuola negli anni ’70. La scelta del colore sembra invece ricadere sul verde per il Movimento Nuova Comunità, che fu fondamentale nella trasformazione del Paese da uno dei più poveri al mondo a una della maggiori economie a livello globale. Questo movimento sviluppatosi tra il 1970 e il 1979, prese il nome di Movimento popolare Saemaul.

La moda quindi ringrazia Squid Game, che oltre al rilancio di questo particolare tipo di abbigliamento ha potuto notare e accogliere nel proprio mondo numerosi membri del cast, che ora lavorano per importanti marchi.

Tra i tanti infatti terminata la serie, l’attrice Jung Ho-yeon che interpreta l’eroina Sae-byeok è stata contattata e ingaggiata da Louis Vuitton mostrandola in perfetta forma in alcuni scatti. Il direttore della nota azienda ha rilasciato la seguente dichiarazione:

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«Mi sono innamorato istantaneamente del talento e della fantastica personalità di Ho-Yeon»

Un,due,tre stella. Curiosità e il significato della bambola

La bambola presente in Squid Game ormai è davvero un tormentone nonché icona del web.

Essa ha le sembianze di Cheol-soo, l’innocente bimba ritratta nei testi scolastici delle scuole elementari coreane assiema a Young-hee (un maschietto). Inoltre pare che il regista abbia scelto la pettinatura della bambola prendendo spunto da quella della figlia .

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Ci dispiace deludervi, ma ora sfateremo un mito. La bambola non dice ne “Un,due,tre stella!” ne tanto meno “Un,due,tre stai là!”, ma “mugunghwa kkochi piotsseumnida”.

Charissimo No ? Ma che vuol dire?

La traduzione della fatidica frase pronunciata dall’inquietante bambola è “Il fiore di ibisco è sbocciato“. Conosciuto in in Asia con il nome di Karkadè, Carcadè o Tè rosa dell’Abissinia, è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Malvaceae.

Piccola parentesi per gli appasionati della naturopatia

Ibisco è originario delle Indie occidentali, ma è diffuso anche in Asia (India, Sri Lanka) ed Africa (Etiopia, Sudan). Dalla pianta si ricava l’infuso di KarKadè, consumato soprattutto durante i mesi estivi poiché ritenuto rinfrescante e dissetante. Dal suo utilizzo alcuni studi (che necessitano di approfondimenti), sostengono che siano molto utili per la prevenzione delle malattie cardiovascolari oltre a ridurre i livelli di colesterolo LDL e dei trigliceridi.
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Il fiore
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L’nfuso di Karkadè è anche utilissimo per chi soffre di pressione alta

La canzoncina cantata dalla bambola è una canzone folcloristica che con la frase “è sbocciato il fiore di mugunghwa” , parla del fiore ibisco scelto come il fiore nazionale della Corea del Sud per la sua resilienza.

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Ali salva Gi-hum

Tripathi Anupam attore che interpreta Ali, ha rivelato che durante le riprese della scena in cui il suo personaggio salva Gi-hum, ha provocato uno strappo muscolare a Lee Jung-jae, quando lo ha trattenuto dal cadere, con troppa diligenza.

Dalgona challange (Il gioco dell’intaglio del biscotto)

Il terzo gioco che vediamo nell’episodio “L’uomo con l’ombrello”, nonostante sia un episodio pieno di suspense e scene violente, è oggi un fenomeno del web con numerose parodie. Lo scopo del gioco è di intagliare la forma presente al centro del biscotto. Il regista ha dichiarato che la tecnica usata da Gi-hum è la stessa che lui usava da bambino.

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Le origini del biscotto più famoso di Netflix

Un dalgona è un biscotto di zucchero che oggi costa l’equivalente di 1.50 euro. Originario degli anni 70 e 80, era ormai in disuso. Secondo alcune dichiarazioni la troupe di Squid Game si presentò al banchetto di An Yong-hui, nella zona universitaria di Seul, chiedendo di cucinarne qualcuno per loro. In seguito alla messa in onda, secondo il venditore, la produzione dei biscotti è aumentata notevolmente da 200 a più di 500 biscotti al giorno.

Il numero di telefono

Pare che dopo la visione del primo episodio, in Corea molti abbiano provato realmente a telefonare al numero che appare sul bigliettino da visita, facendo squillare ininterrottamente il cellulare di una donna. La povera malcapitata ha contattato invano la produzione della serie, la quale hanno potuto soltanto consigliarle di cambiare numero personale.

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Costi di produzioni da record

Bloomberg agenzia newyorkese operante nel settore dei mass media, ha rivelato che i costi di produzione sostenuti da Netflix girano intorno ai 21,4 milioni di dollari, per un costo ad episodio di circa 2,4 milioni.

Investimento record ha generato un tornaconto di circa 900 milioni di dollari per l’azienda californiana. Secondo altre fonti americane invece l’attore protagonista Lee Jung-jae avrebbe guadagnato per ogni episodio la bellezza 300 milioni di won (220 mila euro più o meno), per un totale che avrebbe superato 1.9 milioni di euro rendendolo il secondo attore più pagato della Corea del Sud e a regalargli fama internazionale. Hai capito a Jung-jae …

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Cerchio,triangolo e quadrato

Le tre forme geometriche sono ricorrenti nella serie.

Sono presenti innanzitutto nel logo.

Possiamo infatti vedere che le tre forme sono parte dell’ideogrammi che compongono la parola Squid Game in coreano.

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Il cerchio è la lettera “O”, il triangolo è parte della lettera “J” e il quadrato è la lettera “M”. Ovviamente “OJM” sono le iniziali del nome coreano per il gioco del calamaro, Ojingeo Geim.

Sono presenti sulle maschere delle guardie

La costumista, insieme al creatore di Squid Game Hwang Dong-hyuk, parlando co Netflix Korea, hanno spiegato il significato dei simboli sulle maschere delle guardie.

Ispirandosi alle formiche, che hanno una gerarchia di lavoro in cui ognuna sa cosa fare e lo esegue come parte di un tutto e tutte per servire la regina (che in questo caso è la mente dell’organizzazione e del gioco), il cerchio rappresenta i lavoratori, il triangolo è il simbolo dell’esercito, mentre il rettangolo è per il manager.

Come infatti si può capire seguendo l’infiltrazione del poliziotto tra le guardie, quelle con il cerchio sono quelle di rango più basso le quali hanno come compito di scortare i partecipanti nell’area dei giochi e di vigilare sul corretto svolgimento ( uccidendo i perdenti e smaltendone i cadaveri).
Il triangolo invece è per le guardie incaricate di mantenere l’ordine mentre il quadrato è per i supervisori, i soli che possono autorizzare gli altri a parlare.

Le forme per i bambini

Essendo lo squid game un gioco basato su un mondo per bambini le tre forme geometriche vengono scelte probabilmente anche perché le prime con cui i bambini entrano in contatto da piccoli.

Le scale labirintiche colorate

La struttura pare trarre ispirazione da un complesso situato in Europa, sulla Costa Blanca di Calpe (Alicante). La Muralla Roja è un’architettura composta da cinquanta appartamenti privati.

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La versione realizzata sul set di Squid Game che porta i giocatori da un’area all’altra, la rete di tunnel, il dormitorio e l’ufficio amministrativo pare sia stata concepita ispirandosi (come per la gerarchia delle guardie) alle formiche e le sue colonie.

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La parodia di Pete Davidson e Rami Malek al Saturday Night Live

Durante una puntata del famoso show televisivo americano il comico Pete Davidson (nonché membro del cast) insieme alla star di Mr Robot e 007 No time to die , hanno messo su una parodia sulla serie coreana.

I due che interpretano due giocatori in un contesto ovviamente per nulla cupo e crudo come visto nella serie tramutano il tutto in un videoclip musicale tra/rap e country stile Lil Nas X. Il tutto a conferma di come lo show sia sempre pronto a cogliere ogni occasione renderla oro per il suo spettacolo e per il suo pubblico.

Prima di lasciarvi quindi al divertentissimo video, vi chiediamo di commentare se vi è piaciuto l’articolo e se avete trovato altre curiosità sulla serie più vista del momento!

https://www.youtube.com/watch?v=vWdHPMhy270
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Yara Gambirasio : È davvero necessario?

È il 26 novembre 2010 Yara Gambirasio, 13 anni (21 maggio 1997), residente a Brembate di Sopra, attorno alle ore 17:30 si reca presso il centro sportivo del suo paese, dove è solita allenarsi nella ginnastica ritmica. Lì rimane, secondo varie testimonianze, almeno fino alle ore 18:40 circa, dopodiché se ne perdono le tracce. 

L’omicidio di Yara è una delle storie di cronaca nera più ricordate e che ha scosso il popolo italiano. L’8 ottobre 2021 Netflix pubblica il trailer della pellicola che ne racconta le vicende, attirando su di se non poche polemiche.

Yara

“Yara” è davvero il film che volevamo ?

Il film prodotto da Taodue in associazione con RTI non è il primo film che racconta una storia di cronaca nera realmente accaduta, ma quando al centro della vicenda c’è una ragazzina è impossibile non sentirsi toccati a tal punto da pensare se davvero fosse stato necessario realizzarlo. L’ultimo film in ordine cronologico a destare polemiche fu “Sulla mia pelle”, che racconta la drammatica storia di Stefano Cucchi, che però in seguito fu apprezzato grazie alla sua lucida e cruda rappresentazione degli eventi e all’incredibile interpretazione di Alessandro Borghi vincendo numerosi premi tra cui il David Donatello.

A Stefano. Sempre": la dedica di Alessandro Borghi dopo la sentenza su  Cucchi | L'HuffPost
Alessandro Borghi nei panni di Stefano Cucchi

Sebbene il film è stato prodotto dopo l’approvazione dei genitori, è comprensibile il disaccordo che è evinto sui social perché storie del genere hanno sconvolto l’anima di tutti gli italiani e soprattutto di tutti i genitori che irreversibilmente hanno cresciuto i propri figli tra la preoccupazione e l’angoscia.

Ma è giusto parlarne dopo …

Come per ogni cosa, sarà giusto giudicare solamente dopo la visione, il lavoro del regista Marco Tullio Giordana che è noto per aver già diretto altri film su vicende importanti e drammatiche come “I cento passi” e “Pasolini, un delitto italiano” che raccontano rispettivamente la storia di Peppino Impastato e Pier Paolo Pasolini.

Chansons Contre la Guerre - I cento passi
Un frame tratto dal film “I cento passi”
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Un frame tratto dal film “Pasolini, un delitto italiano”

Alcune informazioni sul nuovo film Netflix

Nel film Yara è interpretata da Chiara Bono, il comandante dei carabinieri e la pm del caso Letizia Ruggeri sono interpretati rispettivamente da Alessio BoniIsabella Aragonese. Nel ruolo dei genitori, Sandra Toffolatti e Mario Pirrello.

Per la sceneggiatura è stato ingaggiato Graziano Diana, mentre il soggetto è scritto da Pietro Valsecchi, che è anche tra i produttori. La sua Taodue cercava di realizzare il film già da tempo, e a quanto pare avere l’idea di raccontare i fatti senza romanzature, ma bensì sotto forma di docufilm ha convinto tutti.

Cosa ci sarà da aspettarsi ?

Il film vedrà al centro della storia Letizia Ruggeri (interpretata da Isabella Ragonese), PM incaricata di trovare e arrestare il colpevole dell’omicidio di Yara Gambirasio, affiancata dal Colonnello dei Carabinieri (Alessio Boni) e il Maresciallo (Thomas Trabacchi).

Cosa ci auguriamo …

Tutti ci auguriamo che in ogni caso, questa pellicola sarà un modo per rappresentare in maniera chiara e fedele la storia e gli avvenimenti, con la speranza che in futuro non ci sarà bisogno di realizzare film su storie così strazianti …

Il film sarà disponibile prima al cinema, dal 18 al 20 ottobre. Il 5 novembre arriverà su Netflix.